Author Archives: Ciccio Russo

GRAVE DIGGER – Exhumation: The Early Years (Napalm)

I dischi di brani vecchi risuonati e riregistrati con una produzione moderna per renderli più appetibili ai giovincelli sono grossomodo il Male Assoluto, agli stessi livelli delle birre artigianali e dei film, finanziati dalle vostre tasse, sulle coppie di intellettuali di sinistra che patiscono un vuoto esistenziale che né la villa ai Parioli né le vacanze a Capalbio riusciranno mai

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Crisi di mezza età: FIRESPAWN – Lucifer Has Spoken (Century Media)

C’erano una volta, nei ruggenti anni ’90, i supergruppi svedesi, quando i giovini metallari (grazie anche ai sussidi statali, raccontavano alcuni di loro nelle interviste), suonavano in sei o sette gruppi contemporaneamente, la maggior parte dei quali valeva l’acquisto. Gli Unanimated erano un side-project postlavorativo, per dire. Con una tradizione del genere, ci si aspetterebbe qualcosa di più eccitante da

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GRIM REAPER @Traffic, Roma, 06.11.2015

Quando frequentavo l’università, grossomodo ai tempi in cui il cantante dei Judas Priest era Ripper, il Quagliaro era un punto di riferimento per tutti gli studenti squattrinati che volevano rimpinzarsi in abbondanza senza spendere più di venti euro, ovvero la cifra con cui il fuori sede medio è abituato a sopravvivere per almeno cinque-sei giorni. Da allora molte cose sono cambiate.

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HOODED MENACE – Darkness Drips Forth (Relapse)

Gli Hooded Menace hanno più senso se considerati un divertissement tarantiniano che se presi sul serio. Non hanno una personalità particolarmente spiccata o una precisa identità stilistica; si limitano a rendere tributo senza troppe pretese alle loro influenze: dai primi My Dying Bride ai Winter, dal death scandinavo alle colonne sonore dei film di Argento e Fulci (nei dischi passati

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