Skunk Jukebox: a little south in your mouth

Jordan Carver cowgirl photoshoot (5)

Bene, ora che ho la vostra attenzione, possiamo finalmente parlare di musica

Tette, alcolismo, droga, volgarità e tanta ignoranza redneck: i NASHVILLE PUSSY sono davvero uno dei gruppi migliori della storia, sia musicalmente che concettualmente. Sono l’ideale colonna sonora dei racconti più grotteschi di Lansdale e, come il vecchio Joe, se non vi piacciono, forse c’è qualcosa che non va nella vostra vita, in questo momento. Proprio in questi giorni è uscito il loro nuovo disco Up The Dosage, che sarà sicuramente una ficata come i precedenti. A questo indirizzo potete ascoltare un nuovo brano, Everybody’s Fault But Mine (l’autoindulgenza è una componente fondamentale della mentalità sudista) e un frammento di un secondo pezzo dal meravigliosissimo titolo The South’s Too Fat To Rise Again. A febbraio Blaine e la sua cricca suoneranno tre date in Italia a Milano, Bologna e Roma, rispettivamente il 22, il 23 e il 24 del mese. Vietato mancare. Nel frattempo indossate il vostro cappello di procione e scatenatevi al ritmo di Pillbilly Blues:  

E già che si parlava di alcol e droga, continuiamo a caricarci con il video festaiolo del nuovo singolo degli SPIRALARMS, intitolato per l’appunto Drugs & Alcohol. Il sestetto di San Francisco è capitanato nientemeno che da Craig Locicero degli ormai pressoché sciolti Forbidden, che, evidentemente, aveva voglia di svagarsi un pochino. Prego, maestro:




E restiamo a crogiolarci al sole della Bay Area con i GENERATION KILL, progetto di Rob Dukes degli Exodus, che invece, maledetti guastafeste, se parlano di droga è per metterci in guardia sulle tribolazioni che infligge alle giovani generazioni (come quando finisce, per esempio). Cliccando qua potete trarre gli ammaestramenti del caso dal video di Vegas, storia di una sgallettata che trascorre un ameno weekend a, per l’appunto, Las Vegas, inizia a sballarsi di crystal meth (argomento diventato molto popolare sulla scia del successo di Breaking Bad) e finisce a fare la bottana. Il disco dalla quale è tratta si chiama We’re All Gonna Die. Grazie per avercelo ricordato, Rob. Mo’ me lo segno.

Ma vi vedo intristiti:

jordan_carver_cowgirl

Mors est non esse. Id quale sit iam scio: hoc erit post me quod ante me fuit.

Grazie, Seneca. Ok, ora che vi ho tirato su di morale grazie all’antica saggezza degli stoici, vi presento i MOS GENERATOR, barbuto power trio di Bremerton, Washington, che sento nominare oggi per la prima volta ma scopro stare in giro da una decina di anni e passa. Bei chitarroni groovosi per questo cocktail extraforte di doom classico e stoner con una spruzzatina di metal classico. Estemporanei ma graziosi. Il brano di cui sotto è la title-track della loro imminente quinta fatica, che uscirà a marzo per Listenable.




E proprio l’etichetta francese, pur mantenendo una vocazione death, ultimamente sta allargando le sue attenzioni a un genere che sarà anche diventato di tendenza ma, nonostante l’attuale sovrabbondanza di uscite, continua a mantenere standard qualitativi incredibilmente alti. Spariamoci quindi la sfasciosissima Knock You Out degli inglesi BLACK SPIDERS, che mantiene anzichenò le promesse del titolo e proviene dal loro secondo lavoro This Savage Land. Un’altra birra, tesoro, grazie:




Non hanno invece bisogno di presentazione alcuna i sempre gagliardi SUPERSUCKERS, anch’essi nel novero dei gruppi migliori del mondo™ (anzi, furono proprio loro a definirsi “The Greatest Rock ‘n’ Roll Band in the World” e, secondo me, un po’ di ragione ce l’hanno), che ci fanno sbattere il piedino forte forte con questo estratto da Get The Hell, nuovo album in uscita a fine mese e da me attesissimo, dato che questi qua in passato erano prolifici come una coppia di conigli neocatecumenali ma mo’ era da Get It Together del 2008 che non facevano uscire una cippa. Nel rock’n’roll la vera grandezza fa sempre rima con semplicità e immediatezza. Ditemi se sbaglio:




Un altro gruppo che non tradisce mai sono i GRAND MAGUS, che, per un motivo o per un altro, non ci siamo mai filati più di tanto su questi schermi ma che continuano a fare sempre meglio. I primi dischi degli svedesi non mi hanno mai fatto impazzire. Dal progressivo abbandono della componente doom hanno però guadagnato parecchio e oggi, di fatto, si sono trasformati in un gruppo epic metal classico dai ritmi in levare, con risultati notevolissimi. Alziamo dunque i pugni con Triumph And Power, title-track del loro settimo full. Alla batteria, dopo il forfait di Seb Sippola dovuto a motivi familiari, è arrivato Ludwig Witt, già compagno del frontman JB Christoffersson negli Spiritual Beggars. Un altro nuovo pezzo, l’altrettanto bella Steel Versus Steel, è fruibile a questo link.




E ci salutiamo con il nuovo video degli adorabili STEEL PANTHER. Non è ai livelli di quello girato per il primo singolo Party Like Tomorrow Is The End Of The World, dove c’erano Ron Jeremy che sniffava coca dalle tette di una e Walter Jr. di Breaking Bad che si vomitava addosso, ma è comunque grazioso assai. All You Can Eat uscirà il 1 aprile e conterrà nuovi inni alla sobrietà e al veterofemminismo come Glory Hole, Bukkake Tears e You’re Beautiful When You Don’t Talk. Con titoli del genere, come non amarli.

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