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Suffocation: Frank Mullen dice addio ai tour

26 ottobre 2012

Quest’anno Frank Mullen non è stato in grado di partecipare a buona parte della tournée dei Suffocation per impedimenti di carattere lavorativo, venendo rimpiazzato (con esiti, dicono, non felicissimi) da Bill Robinson dei Decrepit Birth. La cosa era quindi nell’aria ma ora che è ufficiale e definitiva ci sentiamo comunque parecchio a terra. Il frontman di quella che sul palco era sempre stata la migliore death metal band della storia ha infatti spiegato a Horns Up Rocks! di non essere più in grado di sostenere un’attività dal vivo costante:Non posso più stare in tour a tempo pieno, quando il nuovo album (Pinnacle Of Bedlamfuori su Nuclear Blast agli inizi del 2013, nda) verrà pubblicato organizzeranno un tour di un mese in Usa e potrò stare in giro solo per due settimane, le restanti date ci sarà un cantante sostitutivo. Poi mi farò una settimana o una settimana e mezzo in Europa e per tutte le altre date che la band terrà per il resto dell’anno ci sarà probabilmente qualcun altro al mio posto, farò giusto qualche show qua e là“.

Purtroppo si invecchia e il death metal non ti fa fare tanti soldi e io ho un buon lavoro, quindi… Sai com’è, tocca lavorare, tutto qua. Non sono più un ragazzino“, ha proseguito Mullen, “A questo punto devi iniziare a guardare avanti nella vita, devi pensare agli obiettivi di lungo termine e roba così, e purtroppo il death metal non è il genere di musica che ti fa guadagnare milioni e ti permette di condurre una vita agiata. Ti puoi divertire e alcune band riusciranno pure a viverci in modo stabile ma nella maggior parte dei casi lo fai perché e ciò che ami, ami il death metal ed è ciò che suoni“.

Gli eroi della nostra adolescenza ormai hanno un’età e suonando metal non ci paghi più l’affitto, questo lo sappiamo benissimo. E di notizie come questa prepariamoci a sentirne tante nei prossimi anni. Perché chi si trova nella situazione peggiore sono le formazioni di medio successo, quelle che suonando dal vivo in modo regolare riescono più o meno a pagare le bollette, categoria alla quale, ormai, appartiene anche una band leggendaria come gli autori di Effigy Of The Forgotten. Perché chi aveva fatto i soldi quando esisteva ancora un’industria discografica e non se li è bevuti tutti sa di stare a posto fino alla vecchiaia, mentre i gruppi appena più underground dei Suffocation sono presumibilmente composti da gente che un’occupazione normale ce l’ha sempre avuta. Il dilemma è di chi deve scegliere se provare a continuare a tirare avanti con la musica o trovarsi il cosiddetto “lavoro vero”. Frank Mullen ne ha uno, avrà una famiglia da mantenere e non vedo come debba fare altrimenti. Terrance Hobbs, probabilmente, al momento non ha invece alternative, quindi non è che gli si può dire “hey, ma perché non fate solo qualche show ogni tanto quando potete tutti?”.  A questo punto il problema diventa un altro: con Mike Smith che se ne è andato in malo modo diversi mesi fa, quanti di voi avranno voglia di vedere dal vivo dei Suffocation con Hobbs solo membro originale superstite? Quanti fan riusciranno a concepire un concerto della band senza Frank Mullen e il suo mitico hand chop? Io no di certo. (Ciccio Russo)

16 commenti leave one →
  1. 26 ottobre 2012 19:11

    “Clash with reality”…che brutte cose.

  2. Aspetta primavera, Bandini permalink
    26 ottobre 2012 19:27

    qualcuno gli faccia vedere “Anvil – The story of Anvil” che magari ci ripensa \m/

  3. 26 ottobre 2012 19:32

    Che tristezza, chi come me non li ha mai visti dal vivo rischia di non avere più la possibilità di farlo. Io sarei curioso di vedere come si evolverà la situazione tra una decina d’anni, secondo voi i dischi si continueranno a vendere? Comincio ad avere qualche dubbio. Se guardo ai miei coetanei (almeno quelli che ascoltano metal) a comprare i dischi siamo 3 su 10.

  4. 26 ottobre 2012 23:27

    [In growl] NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

  5. ignis permalink
    27 ottobre 2012 10:01

    Ma che lavoro fa?!
    Si tratta di selezione ‘naturale’: ha scelto la famiglia, il lavoro, i soldi. Meglio che lasci perdere il death metal…

  6. sergente kabukiman permalink
    27 ottobre 2012 11:34

    noh io ancora compro i ciddì originali..che palle però,la situazione fa “leggermente” cacare

  7. Snaghi permalink
    27 ottobre 2012 16:16

    profondo dispiacere. comprare i cd originali è una delle ultime cose belle che mi è rimasta

  8. 12 novembre 2012 01:30

    che lavoro fa? Credo non faccia nessuna differenza, sono davvero pochi i lavori che ti consentando di fare un tour di 4-5 mesi all’anno.

    Ignis scusa se te lo dico, ma l’equazione: lavori-fai campare la famiglia-lascia perdere il death, è davvero quantomeno insensata…

  9. ignis permalink
    12 novembre 2012 10:41

    Non parlerei di “equazione”, perché a me non piace molto il pensiero geometrico.
    Certi tipi di arte vengono da condizioni di indigenza, quanto meno interiore. Da chi è con le spalle al muro (ripeto: soprattutto interiormente). Chi riesce a ‘raccogliersi’ in una condizione del genere è in grado di produrre degli ottimi prodotti. Chi sceglie una condizione diversa (e famiglia, lavoro sicuro, mogliettina e bambini spesso rappresentano una condizione diversa) probabilmente si allontana da un tale ‘raccoglimento’. Dico “probabilmente” e “si allontana” perché non sempre è così (e perché le cose, per me, non sono geometriche). Mi pare di leggere, in queste dichiarazioni, la scelta ‘borghese’ (uso questo termine più che altro come categoria dello spirito, visto che da un punto di vista materiale magari siamo un po’ tutti borghesi) di chi ormai invecchia, deve pensare a lungo termine, deve “guardare avanti nella vita” (ricordo che il genere in questione è il death metal…) etc. Nulla contro la comoda vita borghese, alla quale probabilmente anche io aspiro, o nella quale forse già sguazzo. Però se fai ‘arte estrema’, almeno spiritualmente, dovresti avere un altro approccio, dovresti essere animato da un’altra disposizione interiore…

    • pèpo! permalink
      30 novembre 2012 14:42

      Condivido sul fatto che cera roba la inizi a produrre quando sei con “le spalle al muro” interiormente; ma il bello è continuare a fare “arte estrema” e parallelamente condurre una vita con “mogliettina, figli, buon lavoro”. Questo è rompere gli schemi.

      • ignis permalink
        30 novembre 2012 19:37

        Certo, ma chi rompe gli schemi riesce a “continuare a fare “arte estrema” e parallelamente condurre una vita con “mogliettina, figli, buon lavoro”". Rompe gli schemi. E non si lamenta.

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