If you are into djent you are not my friend (ovvero: come imparai a preoccuparmi e a odiare i Periphery)
Djent is a heavy metal movement that developed as a spinoff of progressive metal. The word “djent” is an onomatopoeia for the distinctive high-gain, distorted palm-muted guitar sound employed by Meshuggah. (Wikipedia).
Rock, drink and fuck. (Manowar)
Qualche giorno fa apro la posta del blog e incappo in un comunicato dell’Euroblast Festival che mi informa garrulo di aver aggiunto i War From a Harlot’s Mouth al bill. Clicco sul link e scopro che l’Euroblast (dal 19 al 21 ottobre a Colonia, se qualcuno fosse interessato) è nientepopodimeno che la “maggiore manifestazione mondiale dedicata al Djent“. La mia mente elabora le seguenti constatazioni:
1) In Germania a ottobre c’è un festival di tre giorni dedicato solo al djent: gli headliner sono tali Long Distance Calling, che come moniker sembra più adatto a un gruppo indie pop, l’unica band della quale ho ascoltato un disco per intero tra quelle elencate nel programma sono gli Scar Symmetry (esperienza che non intendo ripetere) e quelle che ricordo di aver sentito nominare saranno tre o quattro su quaranta.
2) Tale festival è “il maggiore dedicato al Djent“, il che significa che ce ne sono altri.
3) C’è un sacco di gente disposta a sborsare del denaro per passare tre giorni ad ascoltare gruppi che copiano i Meshuggah: a questo punto il non aver recensito Koloss (che, per la cronaca, mi è pure piaciuto) diventa un gesto politico.
4) Ci saranno meno donne che nel cast di un film di Ciprì e Maresco.
5) La profezia dei Maya è probabilmente corretta.
Se non sapete di cosa stia parlando, passo il microfono al sempre ottimo Jamie Thomson del Guardian, che l’anno scorso ha scritto un articolo sufficientemente for dummies sull’argomento.
Thomson definisce il djent come “il microgenere dei metallari geek (termine grossomodo equivalente a “nerd” con un’accezione tecnofila molto più marcata)” e sottolinea come “la cosa interessante sia che questa scena non esista dal punto di vista strettamente geografico” in quanto “sebbene ispirato da band come i pionieri svedesi Meshuggah e i britannici Sikth, il genere e il suo peculiare suono sono stati sviluppati da ‘bedroom guitarists’ (locuzione vagamente spregiativa che indica chi passa le ore chiuso in camera a suonare senza avere una band) che usano amplificazioni e settaggi virtuali e programmi per registrare sul pc per poi scambiarsi riff, idee e dritte sui forum, una specie di Second Life per chitarristi“.
Viene poi interpellato l’espertone: Sander Dieleman, responsabile del sito specializzato Got Djent, il quale ci spiega come “sia molto facile produrre musica in modo professionale nella propria camera da letto: per suonare djent bastano una chitarra, un computer, un’interfaccia e dei vicini comprensivi“.
La parola passa quindi a Misha Mansoor, chitarrista e fondatore dei Periphery, ovvero colui al quale viene riconosciuto di aver lanciato la moda ”grazie alla condivisione online delle sue composizioni soliste” e che pertanto verrà da questo momento definito amichevolmente Il Nemico. L’uscita nel 2010 del primo disco della band, prosegue il Guardian, avrebbe segnato “il passaggio del djent dal mondo virtuale a quello reale“. Il gruppo ha quindi attraversato l’Europa con i britannici TesseracT e Monuments per un tour battezzato – questa è geniale, ammettiamolo – The League of Extraordinary Djentlemen. “Credo che il 95% delle persone che vengono ai nostri show siano ‘bedroom musicians’ o nerd degli strumenti come me“, ha spiegato il Nemico, “Gli altri gruppi beccano le groupie, noi becchiamo tizi che ci chiedono quali accordature o quali programmi usiamo per registrare“.
“Per chi ha costruito carriere o imperi su un certo stile di vita è difficile non considerare distruttivo qualcosa che lo trasformi“, dice ancora il Nemico, “Ma coloro che sapranno cogliere l’opportunità del nuovo sistema sopravviveranno. Stiamo traendo vantaggio da questa incertezza su come l’industria musicale cambierà nei prossimi cinque o dieci anni“. Perché il Nemico è sicuro che questa roba sia destinata presto ad avere un successo mainstream (e ne deve essere convinta anche la Roadrunner, che ha da poco messo i Periphery sotto contratto): “E’ roba che piacerà all’ascoltatore casuale, può essere abbastanza radio-friendly; al di fuori della scena suppongo che il djent possa essere mal visto ma non ci interessa, stiamo molto sulle nostre“.
Ora non voglio prendermela per partito preso con questi ragazzi, che sicuramente faranno la raccolta differenziata e cederanno il posto alle vecchiette sull’autobus. Però qua siamo alla rottura definitiva del cordone ombelicale che lega il metallo al rock’n'roll, come se le progressive e inesorabili nerdizzazioni, hipsterizzazioni o intellettualizzazioni di gran parte delle nuove generazioni di kid (fatemi usare questa parola così splendidamente inattuale) non fossero già di per sé abbastanza deleterie. Insomma, i disastri causati dal culto degli Opeth (non dagli Opeth, per carità, dal culto degli Opeth) rispetto a quelli potenziali che può causare il djent sono paragonabili alle conseguenze dell’esplosione di una bomba carta alla manifestazione contro la chiusura dell’Alcoa rispetto a quelle dell’atomica sganciata su Nagasaki.
Per non dilungarmi ancora mi limito ad alcune succinte considerazioni sparse:
1) Un genere basato in modo così preponderante sulle sei corde (che qua diventano sette, otto o dodici) non può che essere per definizione il male assoluto.
2) Mi ricordavo che la gente iniziasse a suonare anche per avere una scusa in più per bere e drogarsi con gli amici nonché per attirare l’attenzione delle tipe. Se salta questo principio salta tutto. A parte il black metal, che è un altro discorso.
3) La nerditudine è spesso il presupposto dell’avvicinamento all’heavy metal, che sennò The Big Bang Theory non ci piacerebbe così tanto, ma in teoria si tratterebbe di un percorso di compensazione e/o emancipazione, non di sublimazione. Poi magari ciò vale solo per noi terroni che siamo cresciuti con il santino di Phil Anselmo, che ne so.
Dato che gli antichi greci hanno sempre ragione, concludo facendo appello alla saggezza di Aristotele:
Tutti gli uomini sono mortali
Socrate è un uomo
Socrate è mortale
Da qui:
Tutto l’heavy metal è rock’n'roll
Il djent non è rock’n'roll
Il djent non è heavy metal
Sul serio, che è ‘sta roba? (Ciccio Russo)











Oggi va di moda farsi categorizzare a tutti i costi, moltissimi non vedono l’ora di appiccicarsi o farsi appiccicare l’etichetta “nerd” o “geek” tanto per…Personalmente ho vomitato addosso ad uno che una volta mi definì incautamente “nerd musicale”…
Un’ascoltata ai Periphery gliel’ho anche concessa tempo fa…ma fanno pietà, anzi mi irritano pure con quelle facce da “sottuttoio”.
speriamo che satana li inghiotta nelle viscere della terra
Fanno cagare. 5 Dic tutti a vedere i Meshuggah!
Giustissimo il sillogismo finale, dunque rafforziamo il concetto: http://i.imgur.com/ZS0Qz.jpg
In questi casi mi impongo l’ignoranza musicale. La gente pettinata alla moda e i visini da chirichetto non ha nulla da spartire con noi. Si tratta di discriminazione a fin di bene, perchè se va a vanti così si rischia di perdere i tratti della pura razza metallara.
questa gente non ha capito un cazzo di niente della vita
esatto, ormai si è perso del tutto la filosofia RnR che ha sempre caratterizzato l heavy metal fino ai primi anni 90…magari sti tizi sono pure bravi, ma se mi va di suonare la chitarra a casa cerco imitare “deja Vu” di Yngwie e non sta roba qua…mah
non mi fido di quelli coi capelli corti
all’inizio ho pensato “povero heavy metal”..ma poi mi sono corretto,questi non hanno niente a che vedere con la nostra musica.si fottano loro e i loro fans..rifiuti umani
ho ascoltato 4.02 minuti di sta roba poi mi sono dovuto purificare con ascolti ripetuti di reign in blood.
Perfettamente concorde con te, Ciccio. Il djent trovo solo sia un’estremizzazione del prog/metalcore fine a sé stessa. Ha poco senso ed è ripetitivo. Poi… de gustibus. L’unica cosa è che, perlomeno, gli Scar Symmetry non fanno sto djent e non capisco perché li abbiano infilati lì in mezzo. Non saranno il massimo ma nemmeno brutti, a mio parere. Questa è una bella canzone:
[youtube http://www.youtube.com/watch?v=Z5aB9bW5B00&w=420&h=315%5D
Ciao!!!
Neanche i Long Distance Calling c’entrano niente… vabbe’.
Cmq posso dire che a me i Meshuggah non sono mai piaciuti? Interessanti a livello sperimentale e strumentale, ma mi danno dei risultati piattissimi (e il loro growl è veramente noiosissimo) E io sono uno che pur non essendo musicista ama il prog anche più freddo (Kevin Moore ecc.)
I Periphery fanno schifo più che altro per il cantato alla neo-hardcore teenager americano.
Non sei il solo eh, a me non hanno mai detto niente neanche i dischi storici. Destroy, Erase, Improve bello si, innovativo, ma a me dopo un po’ fa due palle così. Cerca di non dirlo in giro che c’è gente che è pronta ad uccidere pur di difendere i Meshuggah.
Pisciamogli nel teschio, punto e basta. Death to the false ones.
i Long Distance Calling fanno tipo post-rock, immagino siano utili per rendere il festival più “intellettuale” ed “alternativo”. per il resto, concordo pienamente con l’articolo, e generalmente la musica che ascolto io è quanto di più lontano dal rock n’ roll si possa trovare. ciononostante, il djent mi rompe le palle, per la noia e per la sua aria da superiorità pettinata che fa tanto gente con gli occhiali. fuck off!
djent&posers! Leave the hall!! \../
Nè arte nè parte
Mah… a me sto genere un po’ bimbominkiesco ricorda le sigle dei cartoni animati, con queste aperture vocali. Indi non mi dispiace.
E’ un po’ il power metal de nojartri, che ci dava così tante emozioni epiche e nerdiche con le aperture sinfoniche che ci pareva di cavalcare i draghi.
Una musica de pancia (vi sto regalando un assist incredibbole).
@Ciccio: innanzitutto ti faccio subito presente che per quanto leggo abbiamo dei gusti musicali molto simili (parlo del metal ovviamente) – lo dico per darti un motivo in più per darmi retta ma è comunque vero. se un paio di anni fa mi avessero detto “nel 2012 ti ritroverai ad ascoltare i periphery” avrei vomitato. invece ti dico che nel 2010, quando uscì, ascoltai il primo di loro, dietro infinite pressioni di un amico per l’appunto mooolto nerd, e dopo svariati ascolti me ne sono innamorato. lo ammetto, ma oggi ne sono contento. quindi ti dico, lascia perdere il 2, ascoltati il primo omonimo senza pensare alle facce dei componenti. non so se ti piacerà dall’inizio alla fine, ma fidati. ascoltai il 2 appena uscì, e mi è pure piaciuto, ma solo in considerazione del fatto che ho ascoltato e apprezzato il primo, altrimenti la reazione sarebbe stata la stessa tua e avrei subito cestinato. alla fine, se ci pensi, dire “questa roba non è rock’n'roll”, nel metal, è una grossa limitazione. ti faccio un esempio, chi si sognerebbe di dire che gli enslaved sono rock’n'roll? eppure non ascoltarli è una grossa perdita per qualunque orecchio. ps inutile, gli opeth mi fanno schifo al cazzo
Ok, però non ti prometto niente, prevedo che nei prossimi giorni sarò troppo impegnato con il nuovo Enslaved
Il problema di questa band è la voce, le versioni strumentali sono davvero belle secondo me,
Dai… Tutto questo articolo mi sembra scritto da qualcuno chiuso, troppo legato alle origini, che ha paura di qualcosa di nuovo…
Non condivido assolutamente… Ci sono troppe cazzate..
Se Indro Montanelli avesse scritto di musica, probabilmente avrebbe scritto un articolo così. Parole belle da sentire, affascinanti, ma fondamentalmente prive di un vero approfondimento e di un vero obiettivo. Superficiali.
Sta bene esprimere la propria su gruppi così, ma quando si tenta di smontare un gruppo (cosa non facile, per altro) ci si aspetta che lo si faccia con una motivazione e una critica costruita su questioni concrete del “perché questo gruppo fa schifo”. Qui si ricalca solo sul solito “Ridatemi i bei vecchi tempi” e su “Chi ascolta questo è u così, così e cosà”. Allora, per favore, se bisogna fare un articolo di costume musicale specificatelo, ma se volete fare un articolo di Musica evitate di aggettivare termini tipo nerd, Hypster e così via dandogli toni negativi, perché così si parla al vento.