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Skunk Jukebox: Sunday Bloody Sunday

29 aprile 2012

Sulla schizofrenia stilistica manifestata dai Kreator negli anni ’90 e sfociata nell’ennesimo ‘ritorno al thrash’ legato a ragioni più alimentari che artistiche ci sarebbero parecchie cose da dire ma è un discorso che rimando alla recensione, dato che su Phantom Antichrist, in uscita il 1 giugno, non ci sarà presumibilmente null’altro di particolarmente profondo da scrivere. La title-track lascia presagire la solita minestra riscaldata in salsa thrash teutonica che Mille Petrozza ci propina da Violent Revolution in poi, un pezzo anche carino ma che va di pilota automatico:

I Marduk invece sono persone serie. Dal vivo distruggono ancora tutto e, pur essendo l’emblema del black metal più cruento e ammazzacristiani, hanno sempre cercato di evolversi e sperimentare, a modo loro. Anche con Mortuus hanno pubblicato album di tutto rispetto e non ho alcun motivo per non pensare che Serpent Sermon, fuori a giugno su Century Media, sia da meno:

Massimo affetto e simpatia per i Kataklysm, il cui cantante – l’oriundo Maurizio Iacono – è pur sempre il proprietario della pizzeria migliore degli Usa ma a me dopo un po’ rompono le palle. De gustibus. Questo è il nuovo singolo, rilasciato in occasione dell’uscita del Dvd del ventennale. Magari a qualcuno di voi piacciono, che ne so.

Dei Six Feet Under, sinceramente, non me ne è mai fregato nulla. Il primo album con Allen West era un disco degli Obituary con Chris Barnes (is a pussy) alla voce quindi era bello. Poi boh. Non c’è manco il fattore nostalgia perché i Cannibal Corpse con Corpsegrinder sono diventati ancora più iperurani. Certo, hanno scritto dei grandissimi testi a favore della legalizzazione della marijuana come Victim Of The Paranoid, Caged And Disgraced e ovviamente 4:20 ma non mi hanno mai appassionato. La formazione è cambiata un’altra volta e ora ci stanno l’ex chitarrista dei Chimaira Rob Arnold e l’ubiquo Kevin Talley. Un altro brano nuovo lo potete ascoltare qui. Per me resteranno sempre quelli che hanno coverizzato l’intero Back In Black con il growl, la classica idea che ti può sembrare azzeccata solo da strafatto.

Vi lascio con l’ultimo video dei Municipal Waste, sui quali la penso esattamente come Nunzio. Per quanto possano essere carini come concetto, spaccatutto dal vivo e così via,  sono soprattutto un giochino revivalista divertente ma estemporaneo, un po’ come, mutatis mutandis, gli Steel Panther. Poi, certo, se hai 18 anni e vivi in America meglio che tu cresca con loro piuttosto che con gli Emmure. That’s all (bi)folks, arimortis.  (Ciccio Russo)

3 commenti leave one →
  1. Certain Death permalink
    29 aprile 2012 17:42

    Ma quanto sono inutili i Six Feet Under? Io sinceramente non ci trovo nulla da dire. Haunted era un discone per carità, Warpath era mediocre, Maximum Violence era bello tosto, ma dopo quello sono sprofondati in un vortice di mediocrità senza fine. La cosa assurda è che vengono venerati dai più solo perché ci canta Chris Barnes, esticazzi? Graveyard Classics è una delle cose più stupide mai concepite a memoria d’uomo, una roba che volevo fare io con i pezzi dei Ramones, un’idea che mi era venuta da ubriaco “où facciamo un gruppo cover dei Ramones e coverizziamo tutto Loco Live in growl?”. Ma appunto, ero ubriaco.

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    • Capitan Impallo permalink
      30 aprile 2012 16:10

      Beh, lui è fumato come un fegatello tutto il giorno, quindi non è tanto irrazionale come cosa

      Mi piace

Trackbacks

  1. Skunk Jukebox: Empathy for the devil « Metal Skunk

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