Tag Archives: gente che mi ha cambiato la vita

Avere vent’anni: REFUSED – The Shape of Punk to Come

Qualche tempo fa girava su Facebook uno di quei giochini che nell’era dei social network hanno raccolto la pestifera eredità delle catene di Sant’Antonio, decuplicandone la diffusione e i conseguenti effetti urticanti. Nel caso specifico, il malcapitato che veniva taggato doveva elencare i dieci dischi più importanti della sua vita. Non i più belli, non i più amati. I più

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Avere vent’anni: DEATH – The Sound of Perseverance

L’ultimo disco dei Death in realtà non è proprio un disco dei Death. Uscì sotto questo moniker per precisa volontà dell’etichetta, la Nuclear Blast, che convinse, o costrinse, Chuck Schuldiner a dare un successore all’enorme Symbolic prima di passare definitivamente a concentrarsi sui Control Denied. Già, perché proprio i Control Denied furono il grande progetto che occupò la mente di

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Come i DEPECHE MODE mi hanno rovinato la vita

Nell’autunno 1998, ultimo anno di liceo, sembravo proiettato verso una gioventù decisamente gagliarda e rock’n’roll. Avevo una vita movimentata e divertente e le prime risultanze con l’altro sesso avevano cancellato lo spleen adolescenziale che si concretizzava in ripetuti ascolti notturni di Wildhoney dei Tiamat. Al di fuori del metal, salvo qualche vecchio classico dell’hard rock (il grunge mi piaceva ma

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Avere vent’anni: AT THE DRIVE-IN – In/Casino/Out

Tutti dobbiamo la nostra educazione musicale a qualcuno. Chi al fratello maggiore, chi all’amico dai gusti raffinati, qualcuno magari al papà con una collezioni di vinili forse un po’ datata ma comunque fornita di quelle pietre miliari su cui poi costruire una crescita autonoma e personale. Io devo ringraziare un compagno di classe che mi ha salvato dagli abissi insondabili

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Avere vent’anni: FALKENBACH – …magni blandinn ok megintíri…

…en their medh riki fara… terminava sulle note della divina …into the Ardent Awaited Land… che rappresentava un po’ una manifestazione di intenti rispetto al dove e al come si sarebbe mosso il suono e lo stile di Falkenbach negli anni a venire. Infatti …magni blandinn ok megintíri… riprende precisamente da quell’incedere cadenzato ed epico così tipicamente falkenbachiano (se vogliamo bathoriano) segnando

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