RADIO FECCIA #32: la pizza dei Megadeth e altre storiacce

Quel sovversivo di Mustaine apre una collaborazione con una pizzeria

Dave Mustaine non è nuovo per andare a dire a tutti quello che dovrebbero fare, o quello che non avrebbero dovuto fare. Chissà quanta bile gli è sgorgata dalla bocca per gesti imprenditoriali simili a questo, messi, però, a segno da un Lars Ulrich. Il concetto è questo: una celebre pizzeria di New York che mescola lo stile siciliano e quello napoletano – avete rotto il cazzo con quei gommoni, a me garba bassa come alla casa del popolo di Querceto – ha lanciato la pizza celebrativa dei quaranta anni dall’uscita di Peace Sells… But Who’s Buying con tanto di cartone celebrativo che ne modifica il titolo e l’iconica immagine con Vic Rattlehead. Edward Repka reggiti forte. I fortunati che si sono ingozzati di cotanta prelibatezza hanno beneficiato di una sorta di lascia o raddoppia, con, nel secondo caso, la possibilità di essere estratti e buttati al Grammy Museum per un evento che era previsto per il 24 settembre scorso, a titolo An Evening With Megadeth. La pizza all’interno del cartone aveva un gusto inedito chiamato Vic Pepperoni, una roba abominevole cui soltanto un americano può andare incontro senza assicurarsi il beneficio della morte certa. Già me li immagino che la rigottano su tutto il pavimento del Grammy Museum in una scena non meno grandguignolesca del finale di The Substance. Che popolo di testine a pinolo: ah, dimenticavo, in palio anche una maglietta con Vic Rattlehead che si mangia la pizza impossibile da digerire. Ricordatevi che poi la dovrete portare addosso nei locali.

Nuovo singolo di Dave Lombardo con i Satanic Planet

Dave Lombardo, tu eri il batterista dei Testament fino a non molto tempo fa. E lo capisco perché ti diverti adesso: perché ti senti libero. Hai fatto un baccano micidiale con i Suicidal Tendencies, hai reinciso Sudden Death con i Mr. Bungle, che, per come è stata reimpostata, è risultata una delle più belle canzoni thrash metal uscite nell’ultimo quarto di secolo. Poi i Dead Cross sono stati divertenti pure loro, dai. Noi tutti ti vogliamo bene e te ne vorremo per sempre. Sarai il batterista degli Slayer finché avremo memoria dell’esistenza degli Slayer, con tutto il rispetto per quell’altro. Però se devi rinunciare ai Testament per fare queste cacatine industrial con Justin Pearson, qualcosa nella riverenza che sussiste nei tuoi riguardi potrebbe presto incrinarsi. Le ho sentite tutte e due, Sam Alito’s Mom e Church Burning. La prima a metà ha un sussulto, lo stesso genere di guizzo che avevano i brani dei Type 0 Negative quando a un certo punto irrompeva con prepotenza la tastiera di Josh Silver. L’altra è il nulla cosmico. E’ quel genere di pezzo sperimentale per cui i recensori nel 2000 avrebbero ribaltato la Treccani, pur di trovare i termini adatti a forgiare la puttanata perfetta. Spiace, ma vorrei rivederti al più presto imbrigliato in un qualcosa di più consistente rispetto a questo galà di avanguardisti sessantenni incappucciati a messa nera, o rispetto al progettone fatto assieme alla moglie.

Agghiastru cerca nuove idee per l’arredamento alla scrivania

La tecnica utilizzata è quella del bianco e nero contrastato e contemporaneo, per mezzo di un racconto fotografico strutturato in un trittico. Alle ampie scale tonali di grigi dei paesaggi sterminati di Ansel Adams preferisce i contrasti, i bianchi puri e i neri dominanti di Alan Schaller e della sua Leica. È ritratto un signore su cui pesa la cultura. L’ampia pila di libri alla nostra destra ne delimita la composizione quadrata, il che ci porta faccia a faccia con il soggetto piuttosto che stabilire una direzione d’osservazione. Tutti gli oggetti in scena, pertanto, conducono alla misteriosa figura con barba e occhiali, incluse le nere croci in risalto. L’elegante ragazza alle sue spalle rafforza il senso di peso che la cultura esercita sul soggetto, assume il ruolo di silenzioso giudice e impugna pertanto una frusta. A un certo punto, mentre è in piedi, un forte mal di stomaco lo coglie e lo fa sederew. Semplifica, passa alle riviste. Inizia a sfogliare una copia di Metal Shock che presenta il debut album delle Nervosa, un promettente supergruppo brasiliano. È seduto e concentrato, la mano destra ancora fortunatamente in vista. La rivista sottostante cita il testo di Funeral in Carpathia. All’improvviso la scena si sposta alla nostra sinistra: una mobilia scura che ospita calici e oggetti gommati anch’essi atti a disegnare linee, ed a contrastare la staticità della composizione quadrata. Il senso di mistero innescato da quell’oggetto gommato così chiaro e in contrasto con una porzione assolutamente scura del fotogramma, supera di gran lunga l’ambiguità simbolica della Trinacria appesa in alto sul muro. Che, se non erro, stava in copertina della loro prima demo. In conclusione un ottimo portfolio fotografico, che si conclude con il soggetto stanco e sfinito e con la ricomparsa della sua mano destra. (Marco Belardi)

4 comments

  • Avatar di Hieiolo

    Frasi da incorniciare:
    “a me garba bassa come alla casa del popolo di Querceto” non so dove sia Querceto, ma maremma cane i gommoni hanno davvero rotto il cazzo. La pizza deve essere bassa, croccante e la fetta quando tagliata, deve stare diritta mentre si porta alla bocca.
    “La prima a metà ha un sussulto, lo stesso genere di guizzo che avevano i brani dei Type 0 Negative quando a un certo punto irrompeva con prepotenza la tastiera di Josh Silver” e qui mi scappa una lacrima quando penso a pezzi tipo Loved you to death.. Pete, non finirai mai di mancarci.. :(

  • Avatar di Melted Man

    Finalmente i Megadeth hanno gettato la maschera. Sono anni che vendono pizze chiamandole album…

  • Avatar di Öld Rogër

    La maglietta fa più schifo di quelle stampate dai peggiori bagarini…na merda !

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