Poteva andare meglio: TRAVELER – Prequel to Madness

I Traveler sono originari della regione canadese di Alberta, proprio come i Gatekeeper. Per farla breve, i primi hanno assunto il cantante storico dei secondi, quello di East of Sun, all’anagrafe Jean-Pierre Abboud. Fra le due band avrei detto che si sarebbe chiusa con un pareggio conquistato con le unghie, e che ero certo che un giorno sarebbero stati i Traveler ad alzare l’asticella. Purtroppo già al terzo album debbo ricredermi parzialmente sul loro conto. Il problema non è affatto Abboud, un cantante che dai mezzitoni arriva in alto senza toppare in nessun frangente. Termination Shock del 2020 aveva un altro piglio, un’altra cazzimma e suoni decisamente più appropriati. Era a tutti gli effetti una band debitrice nei confronti degli Iron Maiden, perfettamente calata in una realtà speed metal, e funzionava. Mi innamorai al primo ascolto di quell’album.

Belardi però non ride

Prequel to Madness è la sua inevitabile variante pomposa e matura e non mi sorprende per niente il fatto che abbia assunto una tale forma. Inizia con Take the Wheel, che è pure molto carina, poi attacca Dark Skull e, tra un’eco epic metal e un’altra, lì si adagia e lì rimane. Questo a un anno esatto di distanza dall’ultimo e ottimo album dei Gatekeeper, From Western Shores. Prequel to Madness non è una croce piantata sulla tomba dei Traveler, sia chiaro. Il loro percorso ha ancora molto da offrire nel tempo, e le prossime decisioni saranno indicative in tal senso. Soltanto che al momento non so nemmeno io cosa vorrei che questi facessero: la mid-tempo heavy metal a nome Rebels of Earth non frutta i risultati sperati e le sfuriate di doppia cassa disperse in lungo e in largo nel disco nemmeno. Anche se ogni tanto si respira quell’aria genuina tipica del vecchio power metal di scuola Walls of Jericho, e questo è certamente un bene. Heavy Hearts è forse il pezzo che rende meglio in tal senso, e non a caso gli è stato riservato un videoclip. Forse qui dentro ci sono un po’ troppi elementi. L’epicità, gli Iron Maiden in abbondanza e tutti quelli che ho elencato. Ci vediamo al prossimo giro, magari con qualche argomento in meno e qualche canzone in più. (Marco Belardi)

Un commento

  • Avatar di Epicmetal

    Avevo grandi aspettative visto che adoro i primi due, ma questo mi ha lasciato insoddisfatto. E’ insapore, tutte le canzoni sono uguali, arrivi alla fine e non ti è rimasto niente. Meh.

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