Pescare i siluri in Arno coi GAMA BOMB

Ho spesso l’impressione che i Gama Bomb siano un gruppo dal potenziale più alto rispetto a quello espresso. Tralasciando per un attimo la kebabbarata a metà di Egyptron, che poi approfondirò meglio, ogni brano ha il suo momento shred e non ce n’è uno che non sia confezionato con incredibile perizia tecnica e criterio. È risaputo che questo gruppo ha toccato l’apice con The Terror Tapes dieci anni fa e che in seguito non è riuscito a fare altrettanta notizia. Con un bagaglio tecnico e compositivo del genere, che ci vuole a pianificare un’evoluzione sonora nel giro dei prossimi due o tre album?

I Gama Bomb mi sembrano sostanzialmente imbavagliati da quella stracazzo di componente ironica da cui persino gli Anthrax fuggirono a gambe levate prima che prendesse il sopravvento sulla musica. E parlo di State of Euphoria e soprattutto Persistence of Time. È a quel genere di passo che i Gama Bomb devono ambire.

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Ritorniamo sulla kebabbarata: la seconda canzone dell’ultimo Bats si intitola Egyptron e ospita Gregory James Broussard, DJ losangelino sessantenne che è solito farsi chiamare Egyptian Lover. A metà del brano dice due cazzate di numero e si congeda, lasciando nuovamente il microfono a Philly Byrne.

I brani più veloci e meno strutturati, tanto per smentire la mia teoria, sono ancora quelli che funzionano meglio, da Living Dead in Beverly Hills, col ritornello che pare ospitare Belladonna e quelle sirene ottantianissime rifatte con le chitarre, a Materialize, in cui Byrne rifà il verso a Bobby Ellsworth. Le migliori sono probabilmente quelle in mezzo all’album, un po’ a sorpresa. Mask of Anarchy ha una strofa che omaggia il materiale omaggiato dagli Slayer in Undisputed Attitude, un’epoca distante anni luce dai Gama Bomb eppur echeggiante dietro ogni angolo. Al ritornello siamo nuovamente dalle parti degli Anthrax. L’altra è Speed Funeral, sagra del riffone up-tempo, conferma matematica che chiamare un pezzo con funeral come ultima parola lo farà funzionare, il che è Legge in vigore dai tempi di Whiskey Funeral dei Darkthrone. Non male anche Bats in your Hair, con un estro a metà fra Annihilator e Overkill e un buon crescendo in direzione del ritornello. Giuro che non ho detto Annihilator per via di Bats in the Belfry.

Niente di trascendentale neanche stavolta. Si tratta di dischi semplicissimi e di rapida presa. E ho ogni volta l’impressione che i Gama Bomb me li godrei altamente dal vivo piuttosto che in questa sede. Se poi volete che allunghi un po’ la recensione posso segnalarvi alcuni punti buoni per prendere i siluri in Arno:

  • Ponte San Niccolò
  • Ponte Santa Rosa
  • Sbocco del Mugnone a Ponte all’Indiano, prima e dopo una piena
  • Bocca di Greve nei pressi di Ugnano
  • Pescaia di Isolotto, con la massima attenzione agli ostacoli sommersi
  • Sassaia al parco di Anconella, non distante dal ponte di Varlungo
  • Camaioni, subito a valle rispetto a Signa e Brucianesi (Marco Belardi)

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4 commenti

  • Avatar di mark

    Immagino ridendo la faccia di qualche invertito che, cercando su google “Toscana” e “punti buoni per prendere i siluri”, partirà stasera in auto per andare a caccia di brasiliane con la voce da baritono e finirà invece sulle rive dell’Arno in compagnia di germani reali, folaghe, garzette ed aironi cinerini.

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  • Avatar di weareblind

    Sono molto d’accordo sulla analisi del “superiamo la parte comica”. E infatti mi viene in mente la loro canzone “Kurt Russell”.

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