I personaggi delle Tv locali degli anni ’90 – Parte 8
Ottava e terzultima parte di uno speciale suddiviso in più puntate. Questo episodio sarà un po’ diverso dai precedenti: oltre ai consueti personaggi, ci saranno diverse televendite storiche condotte da anonimi presentatori/venditori, spot pubblicitari ed estratti video, anche riguardanti soggetti già trattati (tramite un collegamento ipertestuale vi sarà possibile recuperarli). Prima di cominciare, come di consueto lascio qui di seguito i link agli episodi precedenti: Parte 1, Parte 2, Parte 3, Parte 4, Parte 5, Parte 6, Parte 7.
La televendita di Robotino, il primo a due velocità della Biennepi è come una droga: sai che è terrificante, ma non puoi farne a meno. A dispetto del nome altisonante, il prodotto in questione era semplicemente una vaschetta di plastica trasparente (simile a quelle della Tupperware, per intenderci) dotata di un coperchio rosso, anch’esso di plastica, sulla cui sommità c’era una manovella collegata a delle lame poste all’interno dell’aggeggio, azionabili roteando la suddetta manovella. Si trattava, in parole povere, di una sorta di frullatore manuale. Oggi, a distanza di quasi trent’anni (la televendita in questione è comparsa sulle Tv locali di tutta Italia intorno al 1995), è possibile trovare dei marchingegni quasi identici a questo in molti negozi di articoli per la casa, al costo di 10-15 euro. Robotino veniva descritto come uno “splendido apparecchio” in grado di aiutare le massaie nella preparazione delle merende dei pargoli e/o di pranzi e cene per i mariti (oggi di fronte ad una cosa del genere si parlerebbe di sessismo, patriarcato e chi più ne ha più ne metta). La presentatrice, una donna di circa quarant’anni con indosso un grembiule da cucina stile nonna di una volta, decantava le qualità della “macchina” incastrando frasi ad minchiam con la velocità del più scafato dei rapper. Nel video che ho trovato su Youtube il prezzo del portentoso prodotto è in euro: Robotino è stato quindi proposto e riproposto per tanto tempo, come accade spesso (lo abbiamo già visto più volte in questo speciale e lo vedremo ancora). Forse è in vendita ancora oggi.
Roberto Artigiani ha televenduto davvero di tutto sulle reti locali per decenni. Tra i suoi best seller ci sono senza dubbio i famiclones, le console per videogames pezzotte con “tre miliardi” di giochi inclusi in memoria. Il nostro toscano favorito nel corso degli anni ne ha proposte diverse. Nella televendita della MEGA POWER Roberto faceva una premessa: “Qualcuno potrebbe dire che esiste qualcosa di meglio. Nella vita c’è sempre qualcosa di meglio, no? Eh? Anche voi sarete bellini, ma ci sarà qualcuno più bello di voi”. Semplicemente un gigante.
Alzi la mano chi ricorda la televendita dei coltelli Shogun. Se siete dei vecchi babbioni, vi sarà sicuramente tornata in mente in questo preciso istante. Precursori/concorrenti dei Miracle blade di Chef Tony, questi coltelli da cucina, importati in Italia dalla già citata Biennepi, venivano presentati in una maniera forse un po’ insolita per l’epoca. Durante lo spot/televendita non compariva un presentatore in carne ed ossa: sullo schermo scorrevano delle sequenze che mostravano le prodigiose lame all’opera, mentre una voce narrante, con tanto di sottofondo musicale (la Carmen di Bizet, se non erro), sciorinava lodi sperticate, leggendo un testo molto probabilmente scritto da un bambino di seconda elementare. Ogni tanto compariva un tizio vestito da praticante di Kendo (o qualcosa del genere). Una roba fantasmagorica. Credo sia almeno nella top 10 delle televendite più famose/iconiche di sempre.
Non penso di dover spiegare chi fosse il compianto Maurizio Mosca. Il notissimo giornalista sportivo, protagonista di decine di memorabili siparietti comici, è conosciuto dal grande pubblico principalmente per i suoi anni sulle reti Mediaset, ma forse non tutti sanno che a fasi alterne ha lavorato molto anche sulle Tv private minori. Il famosissimo scherzo telefonico “è stato già arrestato”, ad esempio, andò in onda nei primi anni Novanta sul circuito televisivo Cinquestelle, durante un suo programma a tema calcistico, Supergol. Sempre sulla stessa rete, nel 1994, avvenne un memorabile scontro fra titani: Mosca ospitò nella sua trasmissione addirittura il Divino Mago Otelma. Dopo una presentazione degna della levatura del personaggio, nacque l’ipotesi di una indefinita sfida tra Maurizio e il veggente ligure. Il pregiato conduttore, quindi, buttò giù dalla sedia il mistico ospite e lo accompagnò a suon di pedate nel culo nel bel mezzo di un piccolo campo da calcio posizionato nel centro dello studio. Non so in cosa consistesse di preciso la gara, ma sono praticamente certo che sarà stata epocale.
https://www.youtube.com/watch?v=-xqLv-6eRy8
La veggente televisiva Nicoletta Paciaroni, in auge sulle reti del Triveneto tra la seconda metà degli anni Novanta e i primi Duemila, era famosa anche e soprattutto per la sua scarsissima pazienza. Ne sa qualcosa una postulante, tale Pamela, che ebbe la felice idea di telefonarle durante una diretta su La9 nel 2005. La povera sventurata in questione partì malissimo: cominciò la chiamata ammettendo di aver consultato in precedenza altri maghi, suscitando immediatamente l’ira di Nicoletta. Non contenta, Pamela proseguì la sua corsa mortale parlando a vanvera in continuazione, risultando effettivamente abbastanza snervante. Epilogo scontato: l’abilissima veggente, dopo una badilata di veleno sulla faccia della povera sfortunata afflitta da tante pene amorose, ammise candidamente di essersi rotta i coglioni e fece interrompere la telefonata dalla regia.
Vittorio Sgarbi, ai tempi di Telemarket, si esibì in una sorta di monologo sul caso Wanna Marchi. Il critico (in tutti i sensi) emiliano stigmatizzò il modus operandi di Striscia la notizia (“sono ancora peggio di Wanna Marchi”), per poi definire “coglioni” i clienti del trio Marchi/Nobile/Do Nascimento che, nel corso degli anni, avevano comprato il famoso sale magico per scacciare il malocchio. Non mancarono i riferimenti ad un suo precedente intervento sul tema, avvenuto durante una puntata di Porta a Porta, storico programma Rai condotto da Bruno Vespa. Sulla Tv di Stato Sgarbi affermò che il successo della notissima teleimbonitrice bolognese fosse per lui “il fallimento della scuola”, perché “era una finzione palese, dichiarata”, per poi rincarare la dose: “Io considero le persone tutte degne di stima per la intelligenza della realtà. Se non ce l’hanno, come uno che guida a 150 all’ora, è colpa loro!”. Due veri e propri gioielli.
Aleff, il mago delle 3 Venezie, all’anagrafe Franco Friuli, tra gli anni Ottanta e Novanta era molto conosciuto in tutto il Nord-Est. Durante le sue trasmissioni, il Nostro era solito autodefinirsi professore, scienziato e soprattutto demonologo. L’illustre occultista ha nel suo invidiabile curriculum anche una condanna per induzione alla prostituzione, subita in via definitiva nel 2013, e un’altra, comminata nel 2022, per aver minacciato sua moglie.
https://www.youtube.com/watch?v=B6RljFOJ92s
Francesco De Barba, alias Il Mago di Sanremo, non è mai stato un mago televisivo in senso stretto, ma ha adoperato per anni le Tv locali per pubblicizzarsi. Nel suo spot più famoso la voce narrante lo definiva “uno dei pochi al mondo che conosce e pratica la vera magia nera”. De Barba è da anni un habitué dei tribunali ed ha all’attivo una sfilza di condanne per truffa. Una leggenda metropolitana narra che ai tempi d’oro fosse il mago personale di Walter Zenga e che quest’ultimo avesse commissionato all’esoterista un rituale atto ad allontanare il malocchio dall’Inter o qualcosa del genere.
Tra la fine degli anni Novanta e i primissimi Duemila su Telecapri imperversava una pubblicità pazzesca, quella di Cicciobello Napoletano, la versione partenopea dell’amatissimo bambolotto creato da Gervasio Chiari nel 1962. Una delle cose più assurde del mondo: guardare per credere.
Alessandro Orlando ha raccontato di recente che Silvio Berlusconi fosse un suo cliente affezionato ai tempi di Telemarket. Sembrava una fregnaccia stratosferica, ma qualche mese fa è venuto fuori un vecchio video in cui l’ex presidente del Milan augurava buone feste al televenditore toscano e al suo staff. Un colpo di scena surreale.
Concludo con un capolavoro assoluto. Un video, “asma compilation”, di Roberto Baffo Da Crema. Lo dico senza timore di smentita: è una delle cose più belle della storia di internet e – potete starne certi – vi toglierà il fiato in tutti i sensi.(Il Messicano)

Qui si vola altissimo. Direi 1 km dopo Icaro. Mi prendo 2 ore per leggere e riascoltare con calma.
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A proposito di Artigiani, vidi un video di un canale chiamato Dottor Game in cui recensiva le sue console. Se non ricordo male bocciava senza appello il Power Player Super Joy, ma non sembrava dispiaciuto dal Vbox 2. Alla fine c’era un piccolo intervento del Robertone nazionale che tra le altre cose ci dava la fondamentale informazione di avere due famiglie, come Pupo.
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Ho scoperto il canale di cui parli, ormai diversi anni fa, proprio cercando su Youtube le vecchie televendite di Robertone Artigiani
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Artigiani se l’è sempre cavata proprio perchè le sue televendite erano talmente assurde da essere surreali e lui faceva simpatia.
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Rivedendo il mitico video finale ho finalmente capito che Attila Cshiar è solo un Roberto da Crema, ma con meno voce
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