A calci nei denti: CAMERA OBSCURA TWO – D.Ö.D

Minimale nella durata ma pesante e dannoso come un cazzotto in faccia dato da un peso massimo, il progetto oramai decennale dell’amico Alberto Penzin denominato Camera Obscura Two vede finalmente la luce, discograficamente parlando, con una formazione di lusso: il nostro, che certo non ha bisogno di presentazioni per chi conosce l’underground non solo italiano ma internazionale della musica estrema, è questa volta coadiuvato da nomi illustri come Giulio the Bastard al microfono, Marco “Cinghio” Mastrobuono (Buffalo Grillz, Hour of Penance e altri) alla chitarra e Giuseppe Orlando alla batteria, nonché da un secondo bassista, il siciliano Andrea Ragusa. Una sorta di all-star del metal estremo italiano che sta dietro a questa operazione, ormai lanciatissima, e che già promette un secondo full l’anno prossimo. Ventotto minuti di musica raccolta in un decennio, arrangiata e prodotta tra Polonia, dove il nostro mastermind risiede da anni, e Italia.

La sezione ritmica allargata erge un muro sonoro che fa paura, e in meno di mezz’ora i nostri sferrano un attacco schizoide e violentissimo, che in qualche modo mi ha ricordato quell’urgenza ed estremismo sonoro e concettuale che stava dietro ad un capolavoro degli anni Novanta come Need to Control dei Brutal Truth, seppure senza le divagazioni industriali di quel disco. Questo D.Ö.D, uscito sull’etichetta polacca Selfmadegod, ha come ideale l’annichilimento e la distruzione totale. Qua ci sono in ballo tutte le esperienze acquisite durante una vita dedicata al metal e in particolare ai suoi generi più estremi: l’amore per il thrash, per l’hardcore, evidente in alcune sfuriate come quella in stile newyorchese all’interno della tostissima Stalked by the Eyes on No God, ma soprattutto per il grind e il death metal, che il sig. Penzin ha pesantemente influenzato in Italia con i suoi Schizo, qua omaggiati da una versione in chiave moderna di Deathstress.

Mezz’ora per far sanguinare le orecchie all’ascoltatore, senza compromessi, senza fronzoli eccessivi, solo riff su riff, calci nei denti e nichilismo puro. Dalle note della bio si apprende che Giulio the Bastard non sarà purtroppo coinvolto nelle future uscite del gruppo, che come detto ha già in forno un altro disco per l’anno prossimo, con materiale fresco e a quanto pare già pronto. Ci sarà un nuovo cantante, di cui non sappiamo ancora il nome, ma è lecito aspettarsi che i Camera Obscura Two continueranno ad andare per la loro strada e a proporre, senza mezze misure, uno stile che affonda nelle radici stesse di tutto ciò che è estremo in musica e che non ha bisogno di eccessive divagazioni, sbattendoti in faccia il disagio del mondo moderno e la sua violenza con estrema brutalità e sincerità. Potrei dilungarmi ma non renderebbe onore allo spirito stesso di questo concept artistico. E poi si sa, essere concisi è un dono. (Piero Tola)

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