Monthly Archives: aprile 2020

La cura Nuclear Blast non fa sempre male: ORANSSI PAZUZU – Mestarin Kynsi

Gli Oranssi Pazuzu sono il perfetto esempio di band su cui, a un certo punto, ti devi un po’ ricredere: tutti ne hanno una, loro sono la mia. Per quanto un album come Kosmonument non mi dispiacesse affatto, dubito che un giorno vorrò tornarci sopra. È come se finora ai finlandesi fosse mancata la capacità di giungere al sodo, giocherellando

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Eppure non me la sento di parlarne male: PEARL JAM – Gigaton

Con i suoi echi new wave alla Talking Heads, il primo singolo, Dance of the Clairovyants, uscito a gennaio, aveva preso alla sprovvista un po’ tutti. Veniva quasi da pensare che i Pearl Jam, creativamente morti dopo Vitalogy, avessero impiegato i sette anni successivi a Lighting Bolt a scrivere un disco davvero sperimentale, tale da giustificare non solo l’attesa ma

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Neofolk poco neo: CORDE OBLIQUE – The Moon is a Dry Bone

Ho sempre avuto un rapporto un po’ difficile col neofolk: ne apprezzo le atmosfere epiche e sognanti, ma lo trovo immensamente noioso. Sono le stesse sensazioni che ho provato, per esempio, quando ho ascoltato i Camerata mediolanense su consiglio di Charles, o quando mi sono approcciato ai Rome sulla scia dell’entusiasmo redazionale e generale. Forse il motivo è che, non

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Non riesco a smettere di sentirlo: HAZZERD – Delirium

Gli Hazzerd ho provato a infilarli un po’ dappertutto. Avevo accennato a Delirium al termine del pezzo su BandCamp, ma alla fine ho lasciato giusto una frase e cancellato tutto il resto. Poi ho questo articolo che credo finirà nell’autorevole rubrica Frattaglie in saldo, con quattro o cinque album fra cui l’ultimo dei Vulcano: in fondo c’erano gli Hazzerd, messi

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Occasioni mancate: HUNTSMEN – Mandala of Fear

Se negli anni Ottanta il metal si evolse per progressiva estremizzazione, nei decenni successivi lo avrebbe fatto per contaminazione. Un discorso che vale anche per gli ultimi due o tre lustri nei quali, secondo la vulgata, non sarebbe “stato più inventato nulla” ma in concreto sono progressivamente cadute le barriere con generi come l’hardcore, il post rock, lo shoegaze, fino

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