Monthly Archives: gennaio 2020

Nel ridere di loghi incomprensibili, le copertine erano finite in caciara

Ho scherzato a lungo sui loghi fatti coi legnetti, raccolti nel bosco dietro casa e poi gettati per terra col fine unico di ottenere un’immagine che avrebbe rappresentato La Band sulle copertine. Passa il tempo, passano i meme e tutte le stronzate del caso, e si arriva alla mia recensione del nuovo Blood Incantation. La questione fatta di corteccia e

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È uscito un nuovo ep dei CIANIDE e dovreste proprio ascoltarlo

In giro dal 1988, veterani della scena estrema statunitense più ctonia, i Cianide si differenziarono sin dagli esordi dal suono floridiano nato nei Morrisound studios. Il loro intento dichiarato fu importare oltreoceano la lezione dei Celtic Frost, numi tutelari condivisi con gli Obituary. A differenza della band dei fratelli Tardy, la compagine di Chicago (città che ha dato i natali

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La finestra sul porcile: perché The Witcher non è poi così male

Dopo la recensione del nostro Carrozzi e la come sempre pacifica discussione scaturita nel gruppo di redazione, mi sono sentito quasi in difetto perché la serie tutto sommato mi stava piacendo, pur con i suoi evidenti difetti. Per questi motivi ho dovuto aspettare un po’, rielaborare quanto visto e controllare se sul web trovavo qualcuno che la pensava come me

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Tetrarchia unica via: DIOCLETIAN – Amongst the Flames of a Bvrning God

Il precedente Gesundrian fu a parere di un po’ tutti, incluso il sottoscritto, il miglior disco mai inciso da questi pazzerelloni neozelandesi, dal moniker ispirato al noto imperatore romano celebre per l’istituzione della tetrarchia (non capisco cosa ci sia di war metal nella tetrarchia, forse sui due piedi mi sfugge qualcosa). Peccato che quella formazione si fosse sfasciata subito dopo,

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Once upon a time in Norway #20 – Giochi per bambini, rituali per adulti

Dei Tusmørke ho parlato cinque anni fa in questa occasione. Non starò a ripetermi elogiando il progetto – approssimativamente descrivibile come un incrocio tra Circulus e Blood Ceremony, con un tocco di folk horror – ma un aggiornamento su di loro, alla luce del nuovo album Leker for barn, ritualer for voksne è davvero necessario. In un certo senso scopro

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