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Daemon, il disco del cazzo dei MAYHEM

6 novembre 2019

Non so cosa dire esattamente di questo nuovo strombazzatissimo disco dei Mayhem perché, dopo una decina d’ascolti, ancora non sono riuscito a farmi un’opinione. In giro leggo commenti entusiastici, che parlano di Daemon come di un ritorno alle origini, eccetera. Ma i Mayhem non hanno vere e proprie origini fissate su disco, a meno che con questo termine si voglia intendere Deathcrush (e non credo) oppure l’epoca Euro/Dead, e quindi il De Mysteriis Dom Sathanas, il quale in realtà era un disco evoluto di un gruppo in pieno processo evolutivo: dunque cristallizzare quel particolare momento trattandolo come la forma ideale dei Mayhem è quantomeno fuorviante. Lo aveva infatti capito benissimo Blasphemer, che prendendo in mano il timone della band era riuscito a darle un’identità nuova, che musicalmente aveva pochissimo a che spartire con l’ingombrante passato.

Ma è indubbio che questo Daemon sappia di Mayhem, nel senso che non puoi non pensare ai Mayhem quando lo ascolti. Com’è possibile? È possibile solo se si finisce a riconoscere che Daemon è un disco ruffiano e paraculo, scritto a tavolino per non scontentare nessuno e piacere a più gente possibile, cercando sempre di mantenere l’identità del gruppo, qualunque essa sia. E infatti qui dentro c’è tutto: i riff alla Euronymous e i riff alla Blasphemer, il volume del basso che improvvisamente si alza, la voce evocativa di Attila come nell’Hic noenum pax dell’eponima del De Mysteriis, eccetera. C’è proprio tutto quello che uno potrebbe aspettarsi da un disco dei Mayhem: certo, manca l’anima, ma arrivati a questo punto, e conoscendo i personaggi coinvolti nell’operazione, sarebbe da stupidi aspettarsi il contrario.

Ogni passaggio di Daemon esiste perché nel passato della band c’è stato qualcosa di molto simile, se non uguale. Non c’è prospettiva, rischio, sguardo in avanti, com’era sempre stato nei Mayhem quantomeno fino ad un certo punto; certo, rischiando qualcosa si poteva finire male, prendendo scivoloni, facciate sul pavimento, eccetera; ma è il solito discorso. Nulla di tutto questo in Daemon, un’ora filata di black metal istituzionale senza particolari picchi emotivi, che scorre via liscio come una bibita annacquata, non lasciandoti niente che non sia un enorme MEH che ti galleggia in testa come il salvaschermo dei lettori DVD di una volta.

Quello che probabilmente accadrà con Daemon è che non lo ascolterò mai più, così come non ho mai più sentito la necessità di riascoltare il precedente Esoteric Warfare, della cui esistenza mi ero quasi dimenticato. A tal proposito vado a riprendere la chiusa della mia vecchia recensione di Esoteric Warfare, che neanche a farlo apposta ci sta benissimo qui:

“Esoteric Warfare, più che un album fatto e finito, è essenzialmente un cazzeggio alcolico acido che non ti lascia niente; l’unico motivo per cui non ne sto parlando male (e non è un motivo stupido, a ben vedere) è che non è un disco banale. È inconcludente, inutile, scemo, anche grottesco; ma non banale. Per me questo è importante perché i Mayhem, per quello che hanno rappresentato, non meritano di finire nella banalità. Molte delle suddette persone a cui Esoteric Warfare ha fatto schifo avrebbero preferito un disco black metal normale, con i blastbeat al posto giusto, la produzione pompata e magari, non so, qualche ospitata di lusso qui e lì. Per quanto mi riguarda, se proprio era inevitabile che i Mayhem finissero male, preferisco questo pastrocchio abbozzato piuttosto che un tentativo di copiare i Watain di turno. Meglio fare schifo che confondersi nella massa, questo è sicuro; ma, se posso permettermi, a questo punto direi che lo scioglimento è un atto dovuto verso chi il logo MAYHEM ce lo ha tatuato sul cuore a lettere di fuoco”.

E il disco normale che si confonde con la massa è finalmente arrivato, dopo trentacinque anni di storia dei Mayhem. A questo punto rinnovo la proposta di scioglimento e, non so, vado ad uccidere Euronymous anche io. (barg)

3 commenti leave one →
  1. Bacc0 permalink
    6 novembre 2019 09:43

    Quel poco che ho sentito non mi ha detto nulla, non capisco l’entusiasmo per un lavoro del genere. C’è da dire che la gente, al giorno d’oggi, si entusiasma o pare entusiasmarsi per davvero poco. Salvo poi dimenticare tutto nell’arco di un mese

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  2. alexgorodoom permalink
    6 novembre 2019 14:23

    copertina fantastica che purtroppo non rispecchia il contenuto
    la noia alla fine ha la meglio……………….
    concordo con Bacco quando dice che ci si entusiasma e dimentica nell’arco di breve tempo
    a questo punto di gran lunga più sensato il percorso lasciato marcire con gran declaration of war.
    anche chimera se la cavava bene ma esoteric proprio inutile…..
    diciamo che lord of chaos ha fatto bene un pò a tutte queste band che da un momento all’altro ripropongono le sonorità che le hanno rese immortali…..
    come dire………..come se fosse antani…………………..

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  3. blackwolf permalink
    7 novembre 2019 11:04

    Anche io quoto totalmente Bacco. Comunque arrivare a questo punto per una band è quasi scontato. I Mayhem avrebbero compiuto un vero miracolo se non lo avessero fatto. Il rischio album insipidi dai gruppi storici è elevatissimo, quanto per le band studiate a tavolino uscite due mesi fa. Anche se per motivi diversi. E’ fisiologico che non puoi rimanere il campione in carica per tutta la carriera.Ci riesce uno su un milione. I Mayhem avevano già inventato qualcosa di mostruoso, un secondo miracolo non gli è riuscito.

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