Skunk Jukebox: summer of hate

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“Hey, ma quello è Luca Bonetta in perizoma leopardato!”

Interrompiamo la pausa cazzeggio estiva per fare un po’ d’ordine tra le anteprime uscite nei giorni scorsi, dato che magari sarete anche voi troppo distratti da grigliate e mojito per starci appresso. Di Clutch e Uncle Acid, entrambi attesi al varco con grande ansia, vi ha già parlato El Greco qualche giorno fa. Iniziamo comunque nel segno della droga con i KYLESA, il cui ultimo album non ci aveva fatto strappare i capelli. All’Hellfest , però, ci avevano piallato e i brani di Ultraviolet funzionavano pure meglio dal vivo. Exhausting fire uscirà a ottobre e Lost and confused parrebbe preludere a un ritorno alla melodia, sebbene non sappiamo quanto possa essere rappresentativa. “Nessuna band suona come noi e non suoniamo come nessuna altra band” chiosa Laura Pleasants. Alla fine è vero.




The Industrialist era brutto non perché c’era la batteria finta ma perché erano brutti i pezzi. Almeno su Mechanize, primo frutto della riconciliazione tra Bell e Cazares, c’era Gene Hoglan. Mo’ esce Genexus e alla batteria c’è il tizio dei Malignancy. Con tutto il rispetto per il tizio dei Malignancy, siamo seri. L’unica cosa che può salvare i FEAR FACTORY è una macchina del tempo che consenta loro di sciogliersi nel ’99.


Ho smesso da tempo di essere un fan dei NILE e forse proprio per questo non ho compreso tutta la delusione che ha accolto At the gates of Sethu, non certo uno dei lavori più noiosi degli americani, che ammetto essere entrati nella categoria di gruppi che apprezzo solo a piccole dosi. Temo siano destinati a restarci. What should not be unearthed sarà nei negozi superstiti a fine agosto.


Poi ci sarebbero questi BLACK FAST da Saint Louis, Missouri, dei quali fino all’altro ieri non sapevo un Papa Emeritus (a proposito, è uscita pure un’anteprima dei Ghost, che trovate qui) e che ho scoperto essere uno dei migliori gruppi di black metal contaminato statunitensi insieme ai Black Anvil. A differenza dei newyorchesi suddetti, i Black Fast non hanno nulla di postqualcosa e pescano dal techno-death e dal thrash, senza mai perdere di vista l’aggressione. Una sorta di versione intelligente dei Goatwhore, insomma. La loro seconda prova, Terms of surrender, esce in questi giorni e sono molto curioso di sentirla.


Cambiamo radicalmente categoria anagrafica. Il nuovo pezzo dei SATAN, il cui sorprendente ritorno sulle scene era stato un po’ sottovalutato, non si può incorporare da soundcloud e lo trovate a questo link. Non mi ha fatto impazzire, a esser sinceri. Per gli appassionati di NWOBHM c’è pure un’anticipazione dai PRAYING MANTIS qua. Per la serie “reunion improbabili” segnaliamo inoltre un ingiustificato singolo dei chissà perché redivivi ACID REIGN.

Vi lasciamo con Electricity dei MOTÖRHEAD che è obiettivamente bellissima e commovente. Bad Magic esce il 28 agosto. Lemmy ha avuto guai di salute di recente ma, porca puttana, a dicembre compie settant’anni. E fa ancora QUESTO:

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