Tag Archives: stare male

I WANT YOUR SEX: un aggiornamento sul TOLKKI GATE

Avevamo lasciato il buon Timo Tolkki in partenza per Città del Messico, dove avrebbe incontrato tale Claudia Pearl, misconosciuta (prima, ora non più) cantante dei misconosciuti Dark Assembly, esordiente formazione messicana di symphonic metal che avevo inizialmente paragonato agli Amaranthe, ma che in realtà è molto, ma molto peggio. Intanto, vi si informa immediatamente circa le condizioni di salute del

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“GIODBYE EVERIBODTS”: Timo Tolkki sta veramente a pezzi

È da un po’ che seguiamo le gesta del mitico chitarrista finlandese e osserviamo la sua progressiva calata nell’abisso. Negli ultimi mesi i suoi problemi personali hanno subito un’accelerata improvvisa, come si evince dai continui post pubblicati sul profilo Facebook personale, che è aperto, da cui potrete farvi un’idea voi stessi. Vi dico la verità, ero molto combattuto se fosse

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PROFANATICA // DEMONOMANCY @Centrale Rock Pub, 14.11.2019 Erba (CO)

Devo essere estremamente sincero con voi, amici del vero metal: non mi andava manco per il cazzo di andare fino a Erba stasera. Sono stanchissimo, ho sonno arretrato, il concerto inizierà tardi, Erba è a un’ora di macchina e peraltro oggi è pure giovedì e c’è Del Debbio in televisione. Avrei tanto voluto tornare a casa dopo il lavoro, mettermi

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Avere vent’anni: MANES – Under Ein Blodraud Maane

Spesso, all’interno del variegato mondo del black metal, si fa riferimento alla definizione di cult band, a volte impropriamente ma altre in maniera piuttosto azzeccata, per descrivere quelle entità che si muovono principalmente nel più oscuro underground, dando pochissime notizie di sé e facendo uscire demo praticamente introvabili che diventano presto oggetto di culto. Una descrizione che può calzare benissimo

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Come i DEPECHE MODE mi hanno rovinato la vita

Nell’autunno 1998, ultimo anno di liceo, sembravo proiettato verso una gioventù decisamente gagliarda e rock’n’roll. Avevo una vita movimentata e divertente e le prime risultanze con l’altro sesso avevano cancellato lo spleen adolescenziale che si concretizzava in ripetuti ascolti notturni di Wildhoney dei Tiamat. Al di fuori del metal, salvo qualche vecchio classico dell’hard rock (il grunge mi piaceva ma

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