Avere vent’anni: RHAPSODY – Dawn of Victory
Il miglior disco dei Rhapsody, o quantomeno quello che meglio rappresenta la loro poetica di scampagnate in collina e maialini allo spiedo.
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Il miglior disco dei Rhapsody, o quantomeno quello che meglio rappresenta la loro poetica di scampagnate in collina e maialini allo spiedo.
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L’ultimo album degli Helloween con Roland Grapow e Uli Kusch in formazione è anche il più cupo della loro discografia.
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Un disco che non inventa niente né ha in mente di farlo: è soltanto bellissimo, forse il migliore che i tedeschi abbiano inciso dopo l’esordio del 1985.
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Immaginate di giocare per decine di ore ad un videogioco strategico che ha una colonna sonora di circa un paio d’ore. Per ovviare a questo inconveniente, la Paradox ha chiamato i Sabaton e Tobias Gustafsson dei Vomitory per usare la loro musica.
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Ai tempi del debutto, questi californiani erano un po’ troppo influenzati dai Nevermore. Ora il loro power thrash cupo e orrorifico si è emancipato da questa ingombrante influenza
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