Author Archives: Marco Belardi

Cucinare male: ENSIFERUM – Two Paths

Quando ero giovane, ho attraversato un periodo della mia vita in cui mia madre avrebbe potuto prendere le lasagne, metterci sopra qualche oliva taggiasca, della maionese e abbondante pepe nero e non solo avrei gradito il piatto, ma probabilmente le avrei chiesto di rifarmelo al più presto. Questo non per sottointendere che lei cucinasse di merda o che il sottoscritto avesse

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CRADLE OF FILTH – Cryptoriana: The Seductiveness Of Decay

Credo che l’ultimo disco dei Cradle Of Filth che ho recensito sia stato Thornography. Faceva parecchio schifo, o per essere più preciso incarnava nel peggior modo possibile quella svolta easy listening intrapresa dopo il riuscitissimo Midian, e per fortuna abbandonata nel giro di pochi anni. All’epoca diedi la colpa al passaggio degli inglesi su Roadrunner, ma probabilmente era di Dani. Sì, Dani. Volente

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Avere vent’anni: OVERKILL – From The Underground And Below

C’è una cosa nel metal che mi galvanizza più di ogni altra: il momento in cui una band famosa riesce ad avere, o meglio ancora mantenere, la formazione perfetta. Il che significa alchimia, personalità e una bella spinta ai risultati ottenibili su disco. Sono diventato un fan accanito del thrash intorno al 1996, arrivando a racimolare alle fiere del disco

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Avere vent’anni: DREAM THEATER – Falling Into Infinity

Falling Into Infinity, ovvero La storia di tre gay non dichiarati dell’ Area Fiorentina. Mi piace la fotografia, ed a volte mi capita di fare chilometri per portare a casa un solo scatto che puntualmente non viene mai come dovrebbe. Spesso siamo con la macchina di un amico che ha fra i gruppi preferiti i Dream Theater. Qualche mese fa, tornando

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Avere vent’anni: SATYRICON – Megiddo

Cara redazione, il mio aguzzino si chiama Roberto. Mi ha avvicinato qualche mese fa, molto disponibile all’apparenza, e approfittando del fatto che leggevo Metal Skunk e che ero un ex-webzinaro pentito degli anni duemila, mi ha chiesto di entrarci. L’impatto iniziale è stato molto buono, anche se c’era una persona che si faceva chiamare Masticatore che mi ha sempre messo

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