Avere vent’anni: LAMB OF GOD – Sacrament
È sabato. Suona la sveglia, sono le 6.20. Oggi mi devo allenare. Vado in cucina. Il caffè me lo sono preparato la sera prima. Il rumore della macchina che trita i chicchi mi dà fastidio appena sveglio. Lo bevo freddo perché d’estate mi piace così. Lo bevo in tre sorsi. Guardo su YouTube il video di Domination dei Pantera a Mosca per darmi la carica. Sono le 6.45. Scendo in garage. Lo apro con tutta la delicatezza del mondo per non svegliare i condomini del pian terreno, soprattutto quel ragazzino biondo così simpatico. Ecco la mia palestra casalinga: un rack, un bilanciere olimpionico, una panca reclinabile, due dischi da 20, due da 10, due da 5, due da 2,5, due da 1,75, una coppia di anelli da ginnasta, due manubri da 5 kg, bande elastiche. Appoggio sul tavolino la borraccia d’acqua, le cuffie, il telefono e il libro. C’è una zanzara che mi vuole assaggiare. La spiaccico contro la spalla. Il che mi crea una crisi d’identità perché sono vegetariano e antispecista e quindi non vorrei farlo ma le zanzare portano malattie e quindi penso che devo essere pragmatico e se essere pragmatico va contro il mio essere vegetariano antispecista pazienza nel caso delle zanzare ma poi penso a Lorenzo che lui è vegano ma non so se sia antispecista e mi chiedo lui cosa farebbe al posto mio e devo ricordarmi di chiederglielo prima o poi perché non ho altri amici vegani o vegetariani e comunque le zanzare portano malattie ma se la natura le ha messe su questo pianeta ci sarà un motivo e allora dovrei lasciare che mi succhino il sangue seguendo questa logica ma poi penso che allora dovrei pure farmi sbranare da una tigre se fossi in India e ne avessi una davanti perché la tigre è carnivora e insomma non se ne esce e devo cominciare a fare riscaldamento. Lo sapevate che le larve di zanzara respirano col culo?

Salgo sulla cyclette. Pedalo per dieci minuti. Andatura blanda. Poi scendo. Prendo un peso da 2,5 e faccio riscaldamento per le spalle. Oggi devo fare petto e dorso ed è fondamentale avere le spalle pronte. Domani gambe. La giornata gambe è la mia preferita perché mi diverte fare lo stacco da terra. Poi faccio le rotazioni per il collo. Prima in senso orario. Poi antiorario. Poi mi stendo sulla panca e porto il mento verso il petto e alzo la testa. Questo riscalda le cervicali. Quattro volte per dieci secondi di isometria. Poi prendo la panca e la sposto sotto il rack. Mi metto in posizione. Faccio l’arco con la schiena. Impugno il bilanciere vuoto e faccio venti colpi. Poi carico due dischi da 5 e faccio cinque colpi. Poi tolgo i dischi da 5 e carico due dischi da 10 e faccio cinque colpi. Oggi inizio con un 5×5 e devo fare una preattivazione muscolare adeguata. Poi carico altri due dischi da 5 e faccio cinque colpi. Poi tolgo i due dischi da 5 e i due da 10 e carico due dischi da 20 e faccio cinque colpi. Poi carico due dischi da 2,5 e due da 1,75. Aspetto 3 minuti. Leggo qualche pagina del libro. Il libro è Yesteryear. Sembra scritto per essere una serie. Questa cosa mi dà un po’ fastidio, ma la storia è così ben raccontata che non posso non continuare a leggerlo. Ma è venuta l’ora di iniziare l’allenamento. Faccio quello che devo fare e dopo due ore salgo in casa. Faccio la doccia. Mi vesto e vado al bar a fare colazione.
Vado a piedi. Arrivo. Mi siedo. Ordino un cappuccio di soia e una briosche vegana con pistacchio vegano. Si chiama proprio così: “briosche vegana con pistacchio vegano“. Il cartellino che sta davanti al vassoio con quelle briosche è scritto in piccolissimo tanto che la prima volta che l’ho visto ho pensato che un solo aggettivo vegano fosse abbastanza ma dove lo scrivi, dietro a briosche o dietro a pistacchio? D’altronde io mica faccio il barista di lavoro. Che ne so di cosa si scrive sui cartellini per vendere le briosche vegane? È una di quelle che vende di più, quindi credo che sia giusto così come l’hanno scritto loro. Torno a casa. Devo tagliare la siepe. Prendo il tagliasiepi. Comincio prima con il lato sud, poi quello est. Due palle, la siepe. Ma ogni anno divento più bravo. E più veloce. Ci metto solo un’ora quest’anno. Almeno mezz’ora in meno rispetto all’anno scorso. Notevole. Sono soddisfatto. Raccolgo i rami e le foglie e li butto nel bidone del verde. Rientro in casa. Bevo un bicchiere d’acqua. Mi tolgo i vestiti sporchi. Li butto a lavare. Io invece mi butto sul divano. Non ho dubbi su cosa ascolterò ora: Volume One degli Sleep. Perfetto per un sabato come questo. Pare che l’ultimo disco degli Sleep faccia cagare. Passo il resto della giornata quasi tutto sul divano eccetto per il pranzo e una passeggiata verso sera. È sabato e non ho voglia di fare altro.
Se a leggere la descrizione di un mio sabato vi siete chiesti “ma a me che cazzo me ne frega?” sappiate che è la stessa cosa che mi domando io, e non solo, ogni volta che esce un nuovo disco dei Lamb of God da Sacrament in poi. Tipo anche con quello di quest’anno, Into Oblivion. Nonostante Ashes of the Wake non mi fosse piaciuto ascoltai comunque Sacrament, convinto di poter trovarci dentro qualcosa di interessante. L’unica cosa interessante è solo la batteria di Chris Adler. Fine. Il resto sono onde sonore che si accavallano, figure ritmiche buttate lì a caso come se fossero copiate da un libro di solfeggio di terza media e qualche riff figo che dopo poche battute va a finire in merda. Chissà perché piacciono a così tante persone.
Vabbé, qui sotto metto il video dei Pantera a Mosca. Credo sia meglio. (Luca Venturini)

