Castel Sudario apre a mezzanotte – una fiaba depressive black metal

Re Francello, giovane e costipato sovrano, galoppava solitario per il suo reame. Con una mano teneva le briglie del destriero e con l’altra menava fendenti a tutte le chiome degli alberi che incontrava, nella speranza di stanare la leggendaria Quaglia Nera; uccello dalle proprietà benefiche contro la stitichezza di cui tanto aveva sentito parlare.

Dopo sei infruttuosi giorni di galoppo, una sera di dicembre, purtroppo, Crauto, il suo cavallo, forò uno zoccolo con un vetro spesso e irregolare, e re Francello fu costretto a fermarsi lungo il ciglio di una strada che attraversava un bosco nero, pieno di alberi neri, disseminato di immondizia e lontano da tutto e tutti.

monnezza bosco

Re Francello, una volta resosi conto che non aveva più zoccoli di ricambio, imprecò un paio di volte ad alta voce, scrollò le spalle e si allontanò da Crauto per cercare aiuto per il bosco.

Camminò a lungo nel bosco tenebroso, fitto e sporco, finché non sbucò in una piccola radura. Al centro di questa radura c’era un laghetto, flebilmente illuminato da alcune piccole candele.

Era un laghetto che, solo a guardarlo, metteva rabbia, paura, angoscia e tristezza: l’acqua imputridita, vecchie ruote di carrozze abbandonate sulle sponde, arrugginiti utensili per l’agricoltura non meglio identificati buttati qua e là, carcasse di topi morti che galleggiavano, e a mollo, in mezzo a quello schifo, una giovane e pallidissima ragazza bruna, completamente nuda, che piangeva a dirotto, disperata.

monnezza lago

Re Francello, mosso a compassione, si avvicinò alla riva e disse: “Giovane e bella ragazza bruna, cosa vi tormenta? Vi prego, confidatemelo”.

La ragazza, tra un singhiozzo e l’altro, urlando con una voce, lontana, sepolcrale e distorta (che turbò leggermente il nostro eroe) rispose: CASTEL SUDARIO APRE A MEZZANOTTE!”

Re Francello sembrò non afferrare: “Cas.. tel Sudario? Ma signorina, non esiste un posto con un nome del genere nel mio reame, lo saprei se ci fosse… Io sono Re Francel…”

Il giovane re non fece in tempo a finire la frase che la ragazza aveva ricominciato a urlare sguaiatamente: “AHHH SOLO I MORTI LO CONOSCONO! Io mi sono tolta la vita due settimane fa, proprio in questo lago. Ma oggi qualche bastardo malato di mente ha trafugato il mio sudario per appenderselo alla sella del cavallo. La mia anima resterà intrappolata qui finché a Castel Sudario non me ne avranno fabbricato uno nuovo, solo che CASTEL SUDARIO APRE A MEZZANOTTE, MANCANO ANCORA DUE ORE, AHHHH!”

castel sudario

Sulle note di quest’ultimo grido lacerante, la ragazza sputò via dalla bocca del vomito rossastro e viscoso, che tracciò un arco perfetto nell’aria della sera e andò a stamparsi dritto sull’ampia fronte di re Francello.

Re Francello, spaventato, disgustato e sconvolto, ebbe un esaurimento nervoso: mentre si toglieva via il vomito dalla fronte, cominciò a piangere anche lui, con un timbro di voce molto simile a quello della ragazza del lago: “E TU PENSI DI ESSERE QUELLA CON DEI PROBLEMI!? Io non faccio la cacca da otto settimane! Ho cercato a lungo la Quaglia Nera, che risolve la stitichezza, ma non l’ho ancora scovata, e il mio dolore è terribile e senza fine! AHHH VOGLIO MORIRE!”

Re Francello aveva perso il senno: si strappò furiosamente i vestiti di dosso, prese la rincorsa e si tuffò, di testa, nel laghetto putrido. Non sapeva nuotare e, mentre annegava, bevve tanta di quell’acqua marcia che, ironia della vita, morì cagandosi addosso.

schifo

Quanto alla ragazza, Castel Sudario rimase chiuso per lutto quella notte: uno dei responsabili, preso da un improvviso raptus suicida, si era conficcato due chiodi nelle orbite oculari e, barcollando come uno zombie per i corridoi del castello, era per sbaglio caduto giù da una finestra sprovvista di parapetto, sfracellandosi il cranio sul ponte levatoio.

L’anima in pena della giovane, quindi, rimase intrappolata in quella pozza putrida fino alla mezzanotte del giorno successivo, lanciando grida sempre più strazianti, che terrorizzavano persino gli animali morti lì intorno.

Poi, una volta ottenuto il suo nuovo sudario, seppur con estremo ritardo, ebbe finalmente pace sottoterra.

(Gabriele Traversa)

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