Non-musica proveniente da non-mondi occulti: gli Ar’lyxkq’wr

Sono stato uno tra i primi a scoprirli, tant’è vero che possiedo fisicamente i loro tre CD, tutti autoprodotti e limitati ad un numero irrisorio di copie: del primo mini Ss’unnhl esistono 35 copie, dell’EP N’yxlwrr solo 25 e del nuovo full R’ynn’wr(yx) 37. Tutti quanti usciti con la promessa di non ristamparli mai più, chi arriva in tempo a comprarlo buon per lui, gli altri si arrangino… Ce li si poteva accaparrare solo contattando personalmente la band, e venendo dall’Inghilterra sono pure stati tassati ulteriormente in dogana, ‘fanculo a loro e ai mortacci loro. Ma pazienza, in fin dei conti sono bei pezzi da collezione, anche se i deludenti booklet sono meno che spartani, e in questo senso si sarebbe potuto fare di molto meglio, vista la sì esigua quantità di pezzi da adornare.

Dicevo che sono stato uno dei primi a scoprirli e sono stato spesso tentato di presentarli anche a Voi, Vasto Pubblico affamato di novità, ma ho sempre nicchiato. Perché quello che si può ascoltare nei dischi degli Ar’lyxkq’wr è materiale ostico, ma tanto ostico, ma tanto tanto ostico, tantissimissimo ostico, e ancora non siamo vicini alla realtà. I pezzi escono spesso dalla definizione stessa di musica per inoltrarsi nel noise più crudo, nella non-musica, nel caos primordiale o quello che verrà dopo la fine del mondo che abitiamo, perché altrove ci sono probabilmente non-mondi dove ascoltare cose simili è la normalità. La colonna sonora degli Orrori di Altroquando.

Su Metal Archives vengono definiti experimental death metal (mah, anche forse, anche no), mentre  i tipi di black metal Daily (il cui recente articolo su questi pazzoidi è stata la molla scatenante di quanto state leggendo: mi sono proprio detto “se ne hanno parlato loro allora non vedo il motivo per cui non dovrei farlo anch’io”) li considerano death/black/noise (già va meglio, ma i ragazzi di musica ne capiscono, supportateli anche voi). Io vado per la mia strada e vi pongo una domanda: voi vi ricordate John Zorn? I Naked City? La maggior parte credo di no, stiamo parlando di materiale uscito tanto tempo fa, ma comunque: il sassofonista jazz estremo John Zorn s’inventò una commistione tra il jazz più caotico e il grindcore puro scuola primissimi Napalm Death, Carcass, Sore Throat; il primo nato di quell’incrocio turpe ed innaturale fu Torture Garden, uscito per Earache credo nell’89 o giù di lì, 40 brani folli che seguivano un filo logico tutto loro e a volte deragliavano pure da quello. Ecco, sembra che gli Ar’lyxkq’wr siano tornati indietro nel tempo per riesumare il cadavere dei Naked City, resuscitarlo e poi portarlo avanti di un numero imprecisato di secoli, perché la musica che suonano loro è difficilmente databile nel tempo, ammesso e non concesso che nel loro mondo il tempo segua gli schemi cui noi siamo abituati. Dopodiché hanno insegnato a questo zombi sparute nozioni di black e death metal e gli hanno lasciato mano libera. Il risultato lo potete assaporare voi stessi riproducendo i tre dischi che rappresentano ad oggi tutta la loro produzione.

Il gruppo è formato da tre elementi: Vhuwxg•⁹’kqx – I (That Which Feeds in the Portal) alla voce – è il tipo degli Apothecary, progetto di iperangosciante depressive post-black; Jsïjiådsj – II (That Which Creates the Portal) alla batteria – suona in un numero impressionante di altri progetti, almeno una cinquantina, come faccia non saprei visto che l’anno ha solo 54 settimane, il più famoso dei quali sono gli Acausal Intrusion che incidono per I, Voidhanger records; i vecchi frequentatori di forum esteri forse si ricorderanno dei suoi post spesso deliranti con il nick Shaolin Lamb Killer – e Æýn’xjr’xz – III (That Which Preserves the Portal), chitarre, basso e altro.

Ad oggi nelle tre opere citate in apertura di articolo possiamo ascoltare complessivamente tredici brani, tutti quanti intitolati con simboli che sembrano il risultato dell’utilizzo di un generatore di password inviolabili; non è nemmeno più il linguaggio oscuro inventato di sana pianta dal tipo dei Trhä, che a suo dire avrebbe un senso compiuto (anche se con significativa probabilità penso sia solo un modo per attirare l’attenzione su qualcosa di stravagante). Qui invece il concetto di linguaggio smette di esistere. Nessuna grammatica, nessuna sintassi, niente di niente: simboli casuali, stringhe aliene delle quali non si conosce il significato – e forse è meglio così perché decifrarle potrebbe voler dire avventurarsi in scenari molto peggiori di quanto teorizzato da Lovecraft. Si spazia dai due minuti e mezzo di 〄【 \|⅞× agli oltre dieci minuti di ZYHC’RR/HL\》, entrambi presenti nella loro ultima fatica. Va comunque precisato che non c’è alcuna sostanziale differenza o variazione nella loro produzione: il loro stile è questo e, visto che questo genere (non)-musicale lo suonano solo loro, possono permettersi di andare avanti all’infinito senza avere alcuna concorrenza.

Per chi cerca musica estrema alla più parossistica potenza mai sentita prima, gli A’lyxkq’wr credo siano il massimo dei massimi. Fanno sembrare i Portal un gruppetto di verginelle innocenti alle prese con cover di Cristina D’avena. Se ve ne infischiate delle melodie, delle armonie, delle costruzioni logiche e sensate delle canzoni, della linearità, degli arrangiamenti, insomma di tutto quanto consente di definire musicale un brano, sono loro i vostri nuovi eroi. Io riesco ad apprezzarlo a piccole dosi perché, sebbene appassionato di musica violenta o violentissima, nella catastrofe e nello strazio puri e semplici non riesco a stare a galla, prima o poi affondo e annego. (Griffar)

6 commenti

  • Avatar di Micerino

    The flying luttenbachers impro black metal
    Blog di donne belle

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  • Avatar di Fanta

    Ho sentito il primo brano che hai gentilmente linkato.
    La sensazione è quella di essere di fronte al suono di un brodo primordiale; da cui si staglia, in qualche freddo e sperduto pianeta di una galassia distante anni luce, una minima funzione di automatismo ritmico e quindi vitale. Rispetto a chi percepisce, ovviamente.
    Lo trovo interessante, angosciante in una certa misura. Ma eccessivo.
    Mi spiego: credo che le cose più efficaci a livello percettivo e quindi emotivo, devono giocare con i contrasti per suscitare sensazioni potenti, impattanti, evocabili dalla memoria.
    Per esempio: la nenia infantile in Profondo Rosso, di per sé, non mette alcun brivido. Ma messa in rapporto alla ritualità che prelude l’uccisione, crea una dissonanza che si scolpisce nella mente. Fa paura.

    Traslando: se inserissero sprazzi di melodia (pur complessa e non lineare) entro il contesto di “assenza spazio-temporale” che sanno “costruire”, sarebbero straordinari.

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  • Avatar di Lord K

    Niente di niente. Nulla di nuovo ne di interessante. Se questi sono straordinari i grind jazzcore Antikult (che di punk jazz e Zorn ne masticano) o i vecchi Thy Nature sono extraterrestri.

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    • Avatar di N

      Lord K – Antikult are a crustpunk band that dabble in grindcore… with a classic sound to them. Similarities would be the likes Of Police Bastard, Horses Silhouette
      Thy nature are Experimental techy deaththrash, which sound extremely punk related… Id probably compare them a slow down punky 1990 Cynic… In both cases, the jazz takes the forms of odd time signtaures that are added in as bonus
      Ar’lyxkq’wr arent even punk or thrash related, extremely dissonant blackened death metal (the bands you mentioned are not), heavily jazz reliant as backbone of the sound rather than added bonus (the bands you mentioned are not), as well as experimenting with noise elements (the bands you mentioned are not)… Naked City, Portal or Impetuous Ritual would have beena closer comparison.

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  • Avatar di Peril

    Se ascolti le tracce all’unisono non sono neanche male.

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  • Avatar di Massimo Borgo

    Non male , dai

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