Brevi recensioni alla cazzo di cane: THE DEFIANTS, ELEGANT WEAPONS

THE DEFIANTS – Drive

Secondo disco che ascolto dei The Defiants dopo Zokusho di qualche anno fa, lavoro che mi aveva preso abbastanza bene. E devo confessarvi, amici lettori, che questo Drive l’ho trovato ancora migliore: ottimo hard rock anni Ottanta del secolo scorso, ben scritto, ben suonato, ben prodotto; la sola Go Big or Go Home in realtà varrebbe già il prezzo del biglietto, ma in ogni caso la qualità dei pezzi è mediamente molto alta. Non dico non ci sia qualche calo, chiaramente, ma si tratta di casi in cui il pezzo è comunque più che passabile. Sempre sugli scudi il fantastico Rob Marcello, dispensatore di classe, buon gusto e virtuosisimi un po’ in ogni dove, e bravissimo il cantante Paul Laine, che tra l’altro firma tutti i pezzi assieme al bassista Bruno Ravel. Cercando su internet ho scoperto che questi tre sono tutti ex-Danger Danger, e a questo punto, oltre a dover ascoltare anche il debutto dei The Defiants del 2016, dovrò anche recuperare i dischi di questi ultimi. Che poi perché non continuare col vecchio nome? Boh. Comunque promossissimi.

ELEGANT WEAPONS – Horns For A Halo

Discorso un filo più complesso per questi Elegant Weapons, che altro non sono se non il progetto solista di Richie Faulkner (se non sapete chi è, andate ad informarvi), assieme a Ronnie Romero e, originariamente, pure con Rex Brown e Scott Travis, che immagino siano stati sostituiti per gli impegni con la cover band dei Pantera nel caso di Brown e per fancazzismo nel caso di Travis, oppure perché altrimenti c’erano dentro troppi membri dei Judas Priest, chi lo sa. Di fatto pare che abbiano contribuito nelle fasi di registrazione, di certo c’è che sul sito ufficiale del gruppo la formazione è composta da Faulkner, Romero e tali Dave Rimmer e Christopher Williams, rispettivamente basso e batteria. Che poi questo Horns for a Halo, purtroppo, suona un po’ come un Firepower spompato, almeno nelle porzioni dove l’influenza dei Judas Priest è più evidente; in questo senso la produzione, alla Firepower appunto (anche perché è stata curata da Andy Sneap, proprio come l’ultimo lavoro dei Priest), gli rema proprio contro, rendendo il confronto ancora più impietoso. Pure la voce di Romero mi pare un po’ fuori contesto, in certi brani anzi non c’entra proprio una minchia, tipo in Bitter Pill o anche in Do or Die, peraltro una delle più carine del disco, in cui Halford avrebbe reso molto, molto meglio. Più ispirato su Horns for a Halo, che mi ha ricordato – magari proprio per la voce di Romero – qualcosa del periodo Dio dei Black Sabbath, e infatti anche questo pezzo è piuttosto godibile. Mo’ per carità non capite male, Romero canta sempre benissimo, però boh?, sarà il contesto un po’ moscetto e a tratti anche dispersivo a fargli male, non saprei. Spiacente, Elegant Weapons rimandati a ottembre. (Cesare Carrozzi)

4 commenti

  • Jay Jay okocha
    Avatar di Jay Jay okocha

    I danger danger tanta roba! I primi due e il live del 2005 sono una perla di rock 80’s

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  • Avatar di weareblind

    Totalmente d’accordo con Carrozzi. Firepower spompato, e io adoro Romero.

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  • Avatar di VIDLON

    Quando leggo “Do or die” mi viene subito in mente il video anni 90 dei Fury of five.
    Anche a me capita di recuperare roba anni 80 che non avevo ascoltato a suo tempo (ultimamente con i Cinderella, per esempio): leggendo una biografia, o ascoltando appunto un gruppo di reduci che cambiando nome portano ancora avanti la loro voglia di musica

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  • Avatar di Andy

    …..non hanno continuato co il proprio nome per evitare astio con il primo cantante Ted Poley….i danger danger dal 1989 al 1995 hanno avuto Ted….dal 95 al 2005 Paul laine ….poi il ritorno di Ted per un album….il fondatore bruno Ravel…(Ravelli) italo americano non voleva più beghe con il primo cantante…..da qui l’idea di proseguire sotto nome defiants!….qui siamo difronte ad alcuni tra i migliori songwriter d’oltre oceano!!! Le canzonisonsemore state scritte da Ravel e west il batterista….con l’arrivo del canadese fenomeno Paul già songwriter la band ha acquistato caratura!!!!….con Paul, andate ad ascoltare pure “four the hard way” 1997 e “return of the great gildersleeves” primi anni 2000…davvero al top del modern hard!!!

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