Echi di Falkenbach: HORN – Verzet
Questa one man band della Vestfalia è già al nono disco ma non ha mai avuto l’eco che merita. Se amate il black pagano più epico e malinconico, potrebbe stregarvi.
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Questa one man band della Vestfalia è già al nono disco ma non ha mai avuto l’eco che merita. Se amate il black pagano più epico e malinconico, potrebbe stregarvi.
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Parte come un dischetto insulso e scemo. Poi peggiora. Vogliamo bene a Bjork e Oliveri ma basta con questo autoriciclaggio mal riuscito.
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Quando nel 1989 uscì Slowly We Rot il metal estremo era già una realtà. Ma nessuno suonava come gli Obituary. E nessuno aveva la voce disumana di John Tardy.
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Uno dei gruppi più apprezzati della scena black metal odierna torna dopo anni nella sua città natale e si rivela come sempre all’altezza della situazione.
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Alcune uscite italiane meritevoli: The Blank Canvas, Metide, Deceit Machine, Winter Severity Index e lo split tra Bedsore e Mortal Incarnation.
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