I nipotini dei Summoning: ANCIENT MASTERY – The Chosen One EP

Appena tre mesi dopo il debutto Chapter One – Across the Mountains of the Drämmarskol, del quale s’è già parlato qui in modo lusinghiero, il progetto austriaco di epic/symphonic black metal Ancient Mastery, ispirato non poco dai maestri Summoning, ritorna sulla scena con un EP nuovo di zecca, The Chosen One, una ventina di minuti di musica spalmata su tre brani. Di fatto questo EP assomiglia molto ad un’appendice, quale fu per esempio Nightshade Forests per Dol Guldur, cioè materiale che avrebbe dovuto vedere la luce nello stesso momento in un unico album doppio ma che poi è stato separato per meri motivi commerciali. Gli album doppi costano di più alla radice, e poco conta se alla fine tra l’album e l’EP si spende uguale o persino di più: la spesa è diluita, il mondo va veloce e ci si dimentica delle cose in fretta.

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Naturalmente rispetto a Chapter One grandi cambiamenti non ce ne sono, vuoi perché in tre mesi non cambi radicalmente modo e stile di comporre, vuoi perché con tutta probabilità i brani sono stati registrati simultaneamente e qui si è messo mano solo un pelo sulle sonorità, che risultano un po’ più rotonde, piene, carnose; ma nemmeno molto eh, la cosa è quasi impercettibile. Di nuovo grandi melodie di tastiera, grandi riff monocorda aggressivi, tesi e veloci, con accattivanti melodie di fondo non sputtanate né troppo catchy, voce in screaming che paga davvero tanto a Silenius affiancata nuovamente nella title track da una collaborazione femminile, com’era già stato sul disco precedente in The Forest Gate. Strabordante feeling epico e guerriero di stampo medioevale, da ascoltare preferibilmente assieme al debutto, come se fosse tutto parte di quell’opera unica che era nell’idea originaria.

Se già vi piace il primo prendete anche questo EP ad occhi chiusi; se invece ve lo eravate perso potete rimediare comprandolo insieme a The Chosen One. L’unica cosa che spero è che gli Ancient Mastery non diventino l’ennesima band che butta sul mercato un disco nuovo ogni trenta secondi: per il momento la musica è di qualità elevata, ma rimanere su questi livelli non è semplice, e le porcate fatte per capitalizzare tutto e subito sono imminenti come una slavina su una parete verticale di montagna dopo una settimana di neve. Che prendano lezioni dai Summoning anche su come si gestisce una carriera, insomma, non solo a livello artistico. (Griffar)

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