Monthly Archives: marzo 2019

Avere vent’anni: EMPEROR – IX Equilibrium

Pezzo molto complicato. Prima cosa, IX Equilibrium me lo sono dovuto riascoltare. Mi capita con gli album insignificanti, ad esempio, i Carnal Forge me li sono risentiti perché, nonostante avessi una più che vaga idea di come suonasse Who’s Gonna Burn, chi l’aveva mai rimesso su in questi vent’anni? Gli Emperor hanno pubblicato soltanto quattro full, manifestando una totale incapacità tanto

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“Tuonela”, la fine dei giochi per gli AMORPHIS

Come dico sempre ai miei amici e a tutti coloro che subiscono periodicamente le mie filippiche sull’argomento: c’è stato un preciso periodo storico in cui gli Amorphis sono stati un gruppo enorme, gigantesco, uno dei migliori in circolazione in assoluto. Mi riferisco precisamente a quel lustro che va dal 1994 al 1999, anno, quest’ultimo, della fine del metal per come

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Avere vent’anni: GAMMA RAY – Power Plant

Trainspotting: Power Plant è il disco priestiano dei Gamma Ray. Sarebbe sbagliato, come spesso è stato fatto, accostarlo a Somewhere Out in Space e rubricarlo come un suo clone: a parte alcuni elementi peraltro abbastanza contingenti come l’estetica fantascientifico-egittologica (?) o l’apertura Anywhere in the Galaxy che funge scopertamente da trait-d’union con l’album precedente, Power Plant si pone su tutt’altro

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Avere vent’anni: DIMMU BORGIR – Spiritual Black Dimensions

Conoscevo questo tipo, mio coetaneo, che era un vero barbaro: completamente ossessionato dalla filmografia bellica post anni Cinquanta, a un certo punto naturalmente si diede al soft air e arrivò a mimetizzarsi nei boschi scandiccesi per vedere se i passanti lo notassero o meno. Quello che non capiva è che solo in guerra un essere umano tende a notare dettagli del

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