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SHEER TERROR – Stand Up For Falling Down (Reaper)

11 dicembre 2014

Sheer-Terror-standing-up-for-falling-down-PRE-ORDERLe reunion mi stanno un po’ sul cazzo. Le ho sempre considerate semplicemente un modo per vedere dal vivo gruppi troppo vecchi e, nel contempo, come un tentativo da parte loro di pagarsi le bollette, i debiti di gioco e magari anche cocaina tagliata male e mignotte sdentate di periferia. Il mio non è un pregiudizio ma parlo con i “dati” alla mano: nove reunion su dieci hanno cacato fuori dischi di merda, dai. Non prendiamoci per il culo. Non c’entra una mazza con questa premessa, ma non riuscivo a trovare un collegamento logico, quindi facciamo un salto temporale indietro ad minchiam tipo i film austrogiappocinesi. Non dico vent’anni fa, ma penso almeno 16-17 o 18. Il fratello di un mio amico aveva una cassetta con una copertina rossa e una foto, buttata lì in mezzo a cazzo, di un gruppo di tamarri delle case popolari brutti come un attacco di diarrea durante una scopata, che giocavano a biliardo in una bisca di periferia. A me piaceva un sacco quella copertina, perché mi ricordava i posti che all’epoca frequentavo per andare a giocare a Street Fighter 2 e per fumare di nascosto, compresi i personaggi che in quei posti praticamente ci vivevano e ci, beh, diciamo “lavoravano”. Quell’album era il primo degli Sheer Terror e gli avanzi di galera in copertina erano loro. Dopo mesi di contemplazione, mi feci coraggio e glielo chiesi in prestito. Il fratello del mio amico mi doppiò la cassetta e me la regalò. Era una cazzo di bomba a mano, ma che ve lo dico a fare. Volli subito bene agli Sheer Terror. Perché musicalmente spaccavano, perché andavano nelle bische di periferia come me e perché parlavano di risse, troie e odio per la razza umana. Erano di nuova iorche, dall’altra parte dell’oceano, ma erano come me. New York Hardcore ignorante, in culo ai fighetti sxe che ai tempi praticamente comandavano, in culo alle femministe, in culo al NYHC stesso. In culo a tutti e basta. Uno stile praticamente unico, da amore o odio, senza mezzi termini. Base NYHC, maleducazione come se piovesse e una voce da scaricatore di porto che scatarra e bestemmia, con qualche intermezzo più cadenzato, oserei dire quasi doom/stoner a tratti (paragone da prendere con le pinze, ovviamente, non fate i coglioni), in cui Paul Bearer sembra imitare un fantasma stile barzelletta. Il tutto contornato da un’aura “thrasheggiante” e varie “stranezze”, tanto per gradire. Questo sono sempre stati, più o meno, gli Sheer Terror, sino al loro scioglimento nel ’98.

Sheer_Terror_-_Just_Can't_Hate_EnoughNel 2004 si sono riuniti, poi sciolti ancora o semplicemente fermati per un periodo (non ho mai capito bene), poi riuniti ancora. In mezzo c’è un ep e delle raccolte e nel 2014 Standing Up For Falling Down. Che hanno fatto a questo punto? Prima di tutto hanno reso il tutto più “omogeneo” rispetto al passato. Nel senso: hanno preso tutte le loro influenze, dagli inizi sino ad oggi, e le hanno amalgamate. Ci sono meno sperimentazioni e più melodia, ma il disco non risulta mai scontato o banale o, peggio ancora, commerciale. Dopo il primo ascolto ti travolge, perché è stranissimo sentire gli Sheer Terror nel 2014 così come dovrebbero essere: produzione moderna ma non finta come si usa oggi, pezzi tirati e non, melodia e catarro, ma con un unico denominatore comune, cioè l’intelligenza. Non ci sono riempitivi e i pezzi sono tutti dei potenziali classici da concerto e il disco scorre così, liscio come una scopata tranquilla in un tre stelle di buon livello a dicembre, col riscaldamento a palla e la tv accesa a fare da sottofondo/atmosfera e via così: niente di eccezionale o di irripetibile, ma va tutto come deve andare e alla fine sei soddisfatto. In un periodo musicalmente penosissimo come questo, io un gruppo in giro da oltre vent’anni che fa un bel disco, senza riciclare troppo e con diverse idee degne di nota me lo tengo strettissimo. I tempi dei primi due album sono ovviamente lontanissimi, ma gli Sheer Terror del 2014 sono davvero grasso che cola, quindi high five e andiamo a giocare a stecca con rissa finale. “You call me negative/think I’m out of touch/I can’t stand living/I can’t stand you and I just can’t hate enough”. (Il Messicano)

2 commenti leave one →
  1. lorenzo permalink
    12 dicembre 2014 13:41

    ma l’attacco di diarrea è storia di vita vissuta?

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