Albano Carrisi uno di noi

C’era una volta Michael Jackson che copiava Al Bano. Quest’ultimo gli fa causa, la perde (anche se le canzoni sono effettivamente identiche) ma a Jackson la cosa porta un po’ sfiga perchè prima viene accusato di pedofilia e poi muore. È un mondo difficile. Ma ora, grazie alla segnalazione di Giovanna, nostra affezionata lettrice, possiamo aggiungere un altro tassello alla vicenda. La fantastica canzoncina portata a Sanremo dal nostro cantante italiano preferito, Amanda è libera, pare infatti essere molto simile a una nostra vecchia conoscenza.

Eh sì. Una delle ballatone più lacrimevoli e strappamutande degli Helloween era-Deris ricorda paurosamente, nel ritornello, la canzone del signor Carrisi. Ovviamente non ci vediamo niente di malizioso, e sappiamo benissimo come la stessa Forever And One abbia una melodia un po’ scontata: siamo scafati ascoltatori di musica, non più esattamente giovanissimi ma soprattutto intellettualmente onesti. La stessa Forever And One è ripresa da un vecchio valzer per il quale qui Al Bano viene accusato di plagio, e la somiglianza è evidente. Tocchiamo l’argomento con guanti di velluto perchè sappiamo che Al Bano trattasi di persona sanguigna e vendicativa (e che abita a tipo trenta chilometri dalla mia città natale, particolare assolutamente da non sottovalutare), epperò quello che è giusto è giusto, come si suol dire. Siamo coscienti che la, uhm, leggera somiglianza non sia affatto voluta, e anzi io personalmente mi sento di dire che Amanda è libera avrebbe dovuto vincere il festival. Pensateci: cosa è meglio, Forever And One con un diverso arrangiamento oppure quelle due cose che sono arrivate ai primi due posti? In realtà non dovremmo proprio nominarlo, Sanremo, perchè questo è un blog di musica e noi della grande Musica degli Helloween e di Al Bano ci occupiamo, e non di puttanate. 
Al Bano non c’entra niente con tutto questo. E’ quello che dalle nostre parti si chiama un masculo amaro. È uno che si è fatto da solo, ha venduto decine di milioni di dischi in tutto il mondo (e questo non è affatto uno scherzo), ha una voce della madonna e soprattutto il suo olio è molto buono. Dovete sapere infatti che Albano Carrisi possiede una tenuta sconfinata a Cellino San Marco, nel brindisino, in cui produce olio, vino e varie altre cose. Ha pure un parco dei divertimenti chiamato Carrisiland, non sto scherzando. Noi siamo metallari, figli di Odino e del dio Pan, e vediamo sempre di buon occhio i rudi coltivatori dei frutti di Madre Natura. Al Bano non è un fighetto vomitato fuori da qualche incubo televisivo orwelliano come Emma Marrone, nè un professorino da salotto borghese con la pipa in bocca come Vecchioni. Al Bano è uno che ha i calli da contadino sulle mani e che a quasi settant’anni ancora va sul trattore a controllare la vendemmia e la raccolta delle olive; è un novello Mazzarò che non ha mai dimenticato da dove viene, neanche dopo aver sposato la figlia di un grande divo di Hollywood. Noi tutti facciamo il tifo per Al Bano, e questa simpatia ora è amplificata dall’accostamento con i supremi maestri del gaio metallo tetesco del potere. Il religiosissimo cantante salentino sarà anche felice di sapere, se gli sarà riferito di questo articolo (speriamo di no, mannaggia), che il gruppo autore di Forever And One ha anche firmato uno dei più grandi pezzi di christian power metal di sempre, LAVDATE DOMINVM, dal titolo in maiuscolo e dal testo in latino. Io una volta ci andai, nella tenuta di Al Bano. Erano i tempi in cui giocavo nelle giovanili di pallavolo del Brindisi: il Nostro infatti possedeva anche la squadra di volley del Cellino San Marco, che ovviamente giocava in mezzo a vigne e campi di pomodori. Fu un’esperienza un po’ particolare, perchè il campo non era molto a norma. Innanzitutto era all’aperto, cosa abbastanza straniante perché i campi di pallavolo devono essere per regola al chiuso. La partita ebbe luogo lo stesso, nonostante ogni tanto sul campo da gioco passassero galline e vari animali da cortile. Io ero il capitano della squadra, e protestai vibratamente contro un imbarazzatissimo arbitro che mi fece capire, in maniera neanche troppo velata, che protestare era perfettamente inutile. Mi misi l’anima in pace quando mi accorsi che il mio allenatore, solitamente incazzosissimo tipo quello di Mila Hazuki e con la stessa abitudine di schiacciarti addosso fortissimo se in allenamento facevi troppo lo stronzo, mi guardava scrollando la testa con fare rassegnato. Anche questo lato un po’ da signorotto locale alla Don Rodrigo, comunque, fa parte del personaggio. Io proporrei a questo punto di contattare Al Bano e vedere se si può organizzare una megagrigliata nella sua tenuta, all’insegna della musica, di Madre Natura, del vino rosso e del cappone arrosto. Le somiglianze attitudinali tra di noi sono troppo forti per essere sprecate così. Chiamiamo anche Michael Weikath e organizziamo una jam session. Chi ci sta? Io porto il pallone da pallavolo. (barg)

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