Tag Archives: Stratovarius

Avere vent’anni: STRATOVARIUS – Visions

Trainspotting: Con Visions si apre definitivamente il periodo truzzo degli Stratovarius. Per fare un paragone cinematografico, se The Fourth Dimension fosse Pitch Black, Visions sarebbe The Chronicles of Riddick. O Rambo 1 e 2, o Rocky 1 e 4. Insomma, ci siamo capiti; e, come detto, Episode sta nel mezzo. La caratteristica dei primi Stratovarius era proprio l’unione del power

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Avere vent’anni: STRATOVARIUS – Episode

Trainspotting: Episode passa da sempre per essere il miglior disco degli Stratovarius. Pur se i finnici fecero il botto con Visions e Destiny, chi li seguiva da prima non la finiva mai di rimarcare quanto Episode fosse migliore, più genuino, meno piacione, eccetera. In realtà non è proprio così, a mio umile quanto insindacabile piacere. Episode capita in un momento particolare degli

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Skunk Jukebox – Alissa White-Gluz e altre storie

My Eternal Dream è diverso dalle ultime cose degli STRATOVARIUS, troppo pereppeppè, troppo sinfonico, troppo bombastico, sembra quasi opera di un loro gruppo clone del 2002. Comunque vedere materialmente gli Stratovarius senza Timo Tolkki fa proprio impressione, è tipo vedere i Mercyful Fate senza King Diamond, non so. Il pezzo mi sembra scemo quanto il video: la famiglia in bianco

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Avere vent’anni: febbraio 1995

ULVER – Bergtatt Trainspotting: è chiaro che voglio scrivere due righe su Bergtatt soprattutto per parlare del teorema degli Ulver: “buoni i primi, merda tutto il resto”. Queste due semplici frasette possono essere adattate alla maggior parte dei gruppi, vero, ma gli Ulver le hanno portate al parossismo. Bergtatt, il loro debutto, entrerebbe di diritto nelle classifiche dei dieci dischi migliori

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