Tag Archives: Morbid Angel

CRYPTOPSY – Cryptopsy (Century Media)

Il maldestro tentativo dei Cryptopsy di accodarsi al carrozzone deathcore con il demenziale The Unspoken King e la loro successiva, umiliante quanto inevitabile, marcia indietro, con annesso ritorno all’ovile del chitarrista originale Jon Levasseur, richiamato da un Flo Mounier con la rata del mutuo in arrivo e in preda alla disperazione dopo che la band gli si era sfaldata intorno

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La faccia come il culo: i CRYPTOPSY tornano al death metal

Immaginate che la fidanzata vi abbia lasciato perché plagiata dal suo psicologo che la ha convinta a imboccare il cammino della ninfomania. Nelle settimane successive la vostra ormai ex dolce metà diventa un fenomeno su youporn. I vostri amici da un lato vi compatiscono, dall’altro, in vostra assenza, tengono simposi su quello che è diventato il suo video più popolare,

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GENITORTURERS – 120 Days Of Genitorture (Capitol, 1993)

Quando un sodalizio sentimentale diventa (anche) sodalizio artistico, o viceversa, può accadere di tutto. La storia del rock non è avara di coppie che hanno fatto faville anche in studio e sul palco, come Thurston Moore e Kim Gordon o, che ne so, i White Stripes. L’esempio più sciagurato resta sempre invece quello di John & Yoko. Ogni volta che

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I like short songs

La Earache ha pensato che fosse un’ottima idea raccogliere in un unico ep i brani più brevi scritti da alcuni dei più celebrati gruppi grind sulla piazza. Si va dagli, ehm, classici del genere (c’è You Suffer, ca la va sans dire) a cultoni come Painkiller e Lawnmower Deth. Il brano più lungo è Street Sweeper degli Insect Warfare: addirittura

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MORBID ANGEL – Illud Divinum Insanus. The remixes (Season Of Mist)

Cos’è il fondo del barile? È esso un simbolo astratto, una speculazione, un fondo della mente, un parto menzognero del cervello eccitato dalla febbre? No. Il fondo del barile è Illud Divinum Insanus. Un abisso innominabile che guarda dentro te mentre tu guardi dentro lui; in cui ci si specchia; talmente surreale nel suo essere sbagliato da non poterne più

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