Tag Archives: formidabili quegli anni

Luciano col pandino. La triste fine dei Limp Bizkit

A un certo punto i Limp Bizkit sono stati veramente una cosa ultrafica. Più che altro erano l’istantanea di un periodo, i veri interpreti del delirio di onnipotenza del nu metal nel momento in cui era riuscito a sfondare la nicchia della musica alternativa. Più dei griffatissimi Korn, di cui si vociferavano produzioni da milioni di dollari ma troppo autenticamente

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Wake up and smell the CARCASS – Intervista a Bill Steer

Quando devo intervistare un musicista che in passato ha fatto parte di un gruppo storico cerco sempre di manifestare il maggior interesse possibile per il suo progetto attuale, così da non rischiare di suscitare nell’interlocutore reazioni stizzite. Bill Steer, invece, appare sinceramente stupito dal fatto che gli ponga così tante domande sui Firebird, domande alle quali risponderà in modo laconico,

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HELMET – Seeing Eye Dog (Work Song)

Che Page Hamilton sia ancora in giro a suonare è sempre un bene a prescindere, non importa se riesumare il marchio HELMET si sia rivelata una scelta finora catastrofica sul piano delle nuove uscite: Size Matters e Monochrome, incisi e pubblicati uno dopo l’altro nell’arco di diciotto mesi, sono e restano dischi tra i più spaventosamente e irredimibilmente brutti che storia

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ILL NIÑO – Dead New World (Victory)

Gli Ill Niño erano molto divertenti al debutto. Revolution/Revolución, uscito dieci anni fa per Roadrunner, era un adorabile dischetto nu metal tamarro e commercialissimo, una specie di Slipknot all’acqua di rose con fortissime influenze latine. Codesti cafoni messicani erano particolarmente bizzarri perché avevano delle strofe incazzatissime, col growl filtrato, le chitarre ipersature, epperò nelle parti melodiche ricreavano l’atmosfera di un

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