Author Archives: Marco Belardi

Avere vent’anni: DARKANE – Rusted Angel

La Svezia non era ancora un territorio simile a quella scena di Matrix Reloaded in cui molti agenti Smith combattevano Neo. Non c’erano centinaia di Tomas Lindberg a volteggiare in cielo quasi oscurandolo e che, piombando sui malcapitati metallari come rapaci affamati, si rivelavano essere gli spietati Carnal Forge e band del genere, quasi tutte somiglianti l’una alle altre. Per

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Avere vent’anni: OVERKILL – Necroshine

In quel preciso momento non mi venne minimamente da pensare che, di lì a poco, mi sarei dovuto riascoltare a una così breve distanza di tempo sia From The Underground And Below, sia Necroshine. Cioè due album su cui avevo piazzato una pietra tombale praticamente al primo ascolto. Gli Overkill degli anni Novanta sono un grosso dilemma, avete tutti odiato I Hear

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Avere vent’anni: IMMORTAL – At the Heart of Winter

Se Anthems To The Welkin At Dusk può essere considerato un punto d’arrivo per il black metal, un altro album cruciale di quegli anni fu sicuramente il primo degli Immortal senza Demonaz alla chitarra, messo ai box dai noti problemi di tendinite. Non si poté parlare di traguardo per il genere come nel caso del capolavoro targato Emperor. Fu piuttosto una

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DESERTED FEAR – Drowned By Humanity

Per motivi di tipo anagrafico è stato impossibile che iniziassi a seguire molte delle band che preferisco fin dalle loro primissime pubblicazioni. Tanto per dirne una, mi sono interessato alle uscite dei Cannibal Corpse quando già il loro cantante era George Fisher. Certe volte, però, è andata esattamente in quel modo, il che in altre parole inizia a tradursi solo

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