Author Archives: m.c.

Avere vent’anni: MADDER MORTEM – Mercury (e l’inizio della fine di Misanthropy Records)

Sul disco non c’era molto da dire allora come non c’è adesso: dark gothic doom con tipa alla voce ma senza violini – una rarità per i tempi, dove almeno una presenza femminile e uno strumento ad archi in formazione erano obbligatori – artwork autunnale, atmosfera crepuscolare, titoli da presa a male autoindotta, testi introspettivi il giusto, sonorità generalistiche, nel

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R.I.P. Bruno Ganz [1941-2019]

Praticamente chiunque tra i miei contatti stamattina ha postato almeno una foto della musta di Bruno Ganz, senza commenti. Cosa vuoi dire, in effetti? Quasi tutti lo ricollegano al filmetto su Hitler – confezione televisiva, indignazione a comando di default mesi prima dell’uscita, i due minuti in cui sbrocca nel bunker diventati un meme all’istante, nient’altro a parte la sua

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Italian Psycho

Basta scorrere la prima pagina del capitolo intitolato “Fighe”, condiviso nei migliori Facebook della penisola da un tot di indignados del cancelletto, e immediatamente per associazione mentale rivive il ricordo della scoperta di American Psycho nella superba traduzione di Pier Francesco Paolini, arbitraria, moralmente ben più scorretta dell’originale, semplicemente inimmaginabile oggi. A cui subito si affianca un altro rimando: Idiocracy

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L’apoteosi di Dan Swanö

Negli anni ’90 Dan Swanö era il mio eroe. Dischi che portavano la sua firma – come musicista, compositore, polistrumentista, produttore, spesso e volentieri in joint-venture con sé stesso in più ruoli contemporaneamente, sorta di Brian Wilson metallaro ma senza la pazzia – uscivano a cadenza quindicinale, ed erano quasi tutti bellissimi, rivelatori, capaci di tracciare interi universi dalla complessità

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Avere vent’anni: PYOGENESIS – Mono… or Will It Ever Be the Way It Used to Be

In anni in cui gli ascolti in qualche misura determinavano come persona dall’interno di un contesto (scolastico, sociale), seguire e amare i Pyogenesis era un biglietto per l’emarginazione a vita senza passare dal via. Partiti come gruppaccio gothic metal con violini e doppia voce soprano-orco quando i contorni del concetto stesso di gothic metal erano in via di definizione, deviano

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