Author Archives: Metal Skunk

Avere vent’anni: novembre 1998

EXHUMED – Gore Metal Ciccio Russo: L’esordio degli Exhumed ha una fama forse sproporzionata ai suoi effettivi meriti ma per motivi giustificatissimi. Alla fine del ’98 l’appassionato di death metal aveva di che sentirsi un po’ spaesato. Pressoché tutti i nomi storici o erano morti o non si sentivano troppo bene. Il black metal e la scena svedese stavano imboccando derive

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Avere vent’anni: ENTOMBED – Same Difference

Marco Belardi: C’è una cosa in particolare che quella merda di Same Difference ha: magnetismo. Nessun altro album degli Entombed, escluso Left Hand Path, mi ha portato a riascoltarlo tante volte quanto mi è accaduto con il lavoro che gli svedesi incisero nel 1998. Eppure ogni volta il responso è lo stesso: Addiction King è bella grintosa, What You Need una scarica di pugni in

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Avere vent’anni: ottobre 1998

BORKNAGAR – The Archaic Course Trainspotting: Ultimo album con Ivar Bjornson alle tastiere e primo con Vortex alla voce, The Archaic Course fu un giro di boa piuttosto spiazzante nell’evoluzione dei Borknagar, perché segnò un cambio di direzione talmente netto da lasciare dubbiosi molti di coloro che ne avevano apprezzato i due primi dischi. Stilisticamente rappresentò l’addio alle velleità black

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Avere vent’anni: settembre 1998

RUNEMAGICK – Supreme Force of Eternity Trainspotting: Qualche mese fa parlammo del debutto degli Amon Amarth, un bel dischettino tranquillo il cui valore è stato nel corso degli anni pompato all’inverosimile, e molto candidamente ci si chiedeva il perché. La stessa domanda, ma in senso opposto, la pongo adesso col debutto dei Runemagick, che con Once Sent From the Golden

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Avere vent’anni: HOLE – Celebrity Skin

Trainspotting: L’unico motivo per cui Celebrity Skin non è uno dei miei dischi preferiti è che l’ho scoperto tardi, circa dieci anni dopo la sua uscita, quando ero una persona completamente diversa dal diciassettenne che riusciva ancora a prendere tremendamente sul serio tutto l’immaginario West Coast e che si ostinava a mettere le camicie di flanella a scacchi per adorazione

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