La lista della spesa di Griffar: AUßERWELT e BRUTE

Esistono da undici anni, sono in cinque, sono tedeschi, si chiamano Außerwelt e sono dei fuoriclasse del post-black metal. In tutta la loro lunga esistenza hanno pubblicato solo tre EP: Our Lives out of Balance nel 2014, Transitions nel 2017 e questo The Obsidian Ascent | The Panoptical I a febbraio, due brani di un’eleganza infinita che svariano dalla sfuriata black metal propriamente detta al prog rock soffuso, qualcosa di simile a quanto fatto dagli In the Woods da Omnio in avanti, dai Sólstafir o dai sempre presenti Nocte Obducta quando si parla di black metal evoluto e mischiato con ogni sorta di influenza esterna possibile ed immaginabile. Pur essendo parecchio aggressivi, gli Außerwelt utilizzano largamente chitarre non distorte, voci pulite evocative e ritmiche dispari complesse che, in un classico schema crescendo post rock, esplodono brutali salvo poi avvitarsi in situazioni completamente diverse. A mio parere sono geniali, primi attori nel panorama black metal progredito e moderno, ogni loro disco un acquisto obbligatorio… peccato siano così poco prodighi di nuova musica. L’EP di cui vi sto parlando dura solo 16 minuti, se fosse stato lungo tre volte tanto il disco dell’anno sarebbe uscito a febbraio. Chissà se mai faranno un full length, ci sarebbe da godere. (Griffar)

Due parole anche sugli slovacchi Brute, che con Essence of Tyranny arrivano al quarto album. Ricordano non poco i Suffocation dei primi passi, con il loro continuo alternare parti rallentate a sparatutto stritolatimpani, ficcandoci in mezzo anche qualche gustosa sezione thrasheggiante che non guasta mai. Tecnicamente sono dei mostri (quasi inutile ribadirlo), i suoni sono perfetti come la registrazione, tutti i riff sono perfettamente comprensibili e questo me li fa apprezzare un buon 30% in più; il cantante sembra Frank Mullen se avesse deciso di usare il riverbero, quando si avventurano in stacchi melodici i primi che mi vengono in mente sono i Sadus di Swallowed in Black, non so neanche io perché, saranno le svisate di basso che tanto ricordano il DiGiorgio dei vecchi tempi. Rammentano anche un po’ il vecchio death metal finlandese, e per quanto sono schizzati anche i sublimi e sottovalutatissimi scozzesi Necrosanct. Stranamente si cimentano poco con gli assoli di chitarra, che forse potrebbero particolareggiare maggiormente ogni singolo pezzo (come ad esempio in Furious Pictures and Agony), ma qui c’è una buona mezz’ora abbondante di death metal tecnico ultraviolento molto ma molto ben fatto. Splintered (il pezzo che apre il disco) e Indelible Taint (quello che lo chiude) i pezzi più rimarcabili, entrambi sopra i sei minuti e frenetici come sull’orlo di una crisi di nervi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...