Avere vent’anni: HORNA – Sudentaival

Chi siano gli Horna penso lo sappiano un po’ tutti, essendo loro una punta di diamante della scena finlandese fin dai loro esordi, e i cui membri hanno poi dato vita a miriadi di side project poi diventati di pari livello della band madre se non addirittura oltre: sto parlando di Satanic Warmaster, Sargeist, Warloghe, Vordr, Behexen e chi più ne ha più ne metta. A loro modo un supergruppo ante litteram, un manipolo di ragazzi che iniziarono a suonare ancora minorenni con talmente tante idee, e tanta voglia di suonare la musica del male in ogni sua forma, da non bastargli una band sola né due, e per quanto riguarda il chitarrista Shatraug nemmeno una decina. Il fondatore degli Horna è LUI, che ha sempre portato avanti con caparbietà il progetto per un quarto di secolo; e aveva solo 17 anni all’epoca della prima demo Varjoissa.

Ufficialmente Sudentaival è il terzo album della band, anche se la seconda demo Hiidentorni fu ristampata su CD da Solistituim Records già nel 1997, dovendo quindi risultare come il vero esordio degli Horna, precedente a quello che viene considerato come debutto ufficiale cioè Kohti Yhdeksän Nousua del 1998. Questo modo di vedere le cose farebbe diventare Sudentaival il loro quarto disco, ultimo di un poker di capolavori che comprende anche la vetta della loro discografia, quell’Haudankylmyyden Mailla del 1999 che a mio parere risiede stabilmente nella top ten di ogni epoca degli album black metal.

È ben vero che, in mezzo a queste uscite più “nobili”, nella loro discografia ci sono anche due split 7” e due EP, formati che nel corso degli anni sono stati riproposti letteralmente in decine di altre occasioni – escludendo compilation e ristampe, la discografia degli Horna comprende circa una cinquantina di titoli – a dimostrazione di quanto fosse loro gradito pubblicare anche solo un paio di pezzi per volta, senza dover per forza andare avanti a ritmi tipo “un full-lenght ogni tanto”. Quantomeno, però, agli inizi della loro carriera la realizzazione di album interi era più regolare: di fatto quattro in cinque anni.

Haudankylmyyden Mailla è inarrivabile, ma gli altri tre gli sono di poco inferiori. E nel 2001, con Sudentaival, gli Horna ci regalarono un’altra perla: era un periodo in cui già si sapeva che qualunque cosa uscisse a nome Horna sarebbe stato un disco dai coglioni fumanti. Che bei tempi. La musica è di altissimo livello, un pelo diversa dagli assalti frontali dei suoi tre predecessori, che traevano parecchio spunto dai primi Emperor ed ovviamente dai DarkThrone. Sudentaival è più maturo e più vario, anche se mantiene il marchio di fabbrica costituito da velocità estreme, riff molto oscuri e carichi d’odio e di risentimento caratterizzati da melodie contorte e complesse, arrangiamenti solo apparentemente scarni e diretti ed un vocalist (Shatraug stesso) che ci mette tutta l’anima e il cuore a tirar fuori col suo screaming tutto quanto può far rimembrare l’essenza del male. Eppure il songwriting è più complesso degli altri tre dischi, tanto che si ritrovano momenti più moderati, non distanti dal vecchio thrash metal tedesco, incastonati in partiture che si lanciano quasi all’improvviso a velocità furiose e laceranti, ribadendo che si può suonare distruttivi e violenti anche senza andare a 240 di metronomo dal primo all’ultimo secondo di ogni pezzo. Ad esempio Black Metal Sodomy, che è nel tempo diventato uno dei loro cavalli di battaglia e che viene sempre suonato dal vivo: due minuti e venti secondi di black metal old style, ma proprio old style che di più non si può, dall’ispirazione quasi minimal thrash; ma anche la cupa Hautajaisyö, che alterna momenti di grande impatto a velocità furiose, con riff che nonostante tutto mantengono i piedi ben saldi nel terreno della comprensibilità, senza sembrare bordello fine a sé stesso, anche grazie a registrazione ed produzione impeccabili che valorizzano ogni elemento, ottenendo l’amalgama perfetto di come dovrebbe suonare un disco black metal sì violentissimo ma mai trascendente al puro e semplice frastuono.

Fatto salvo il primo brano che supera i sette minuti, gli altri nove sono tutti molto più brevi, il che ci porta ad avere un album da dieci pezzi che dura quarantadue minuti giusti. Da manuale della composizione di un disco black metal, è tutto a posto, è tutto perfetto, non ci sono difetti. Il mio pezzo preferito è Kun Synkkä Ikuisuus Avautuu, ma sono proprio sfumature, perché qualunque altro brano lo equivale e non mi stupirebbe che, se il disco venisse ascoltato contemporaneamente da dieci persone diverse, ciascuno alla fine indicherebbe un brano migliore diverso rispetto a tutti gli altri.

Come detto, questo fu il quarto episodio di un inizio di carriera sfolgorante, che proiettò gli Horna nell’Olimpo dei grandi del black metal, dal quale non sono mai più usciti. Tuttavia, di qui in avanti, cominciarono alcune defezioni dei membri storici – ad esempio Satanic Warmaster si concentrò sul suo progetto solista principale, oltre agli altri trecento side-projects – e ci vollero quasi quattro anni e mezzo prima di poter ascoltare di nuovo un full degli Horna, che però già dimostrava un certo distaccamento dall’impostazione musicale dei primi dischi, già anticipata comunque nel nugolo di produzioni brevi che vennero pubblicate tra Sudentaival ed il successore con il titolo palindromo Envaatnags Eflos Solf Esgantaavne. Anche se la musica degli Horna è sempre rimasta costantemente di alta qualità, senza mai vere e proprie schifezze, Sudentaival è uno degli apici della loro carriera, e loro a questi livelli non ci sono più arrivati. (Griffar)

3 commenti

  • No griffy, no. Voglio dire, sei un grande appassionato e hai un’esperienza enorme in ambito black metal. Per cui hai il mio rispetto e la mia deferenza. Ma non stai facendo i conti con il nuovo disco degli Horna. Il tuo discorso regge fino a dicembre 2020. Poi è uscito Kuoleman Kirjo. E per cortesia: ascoltalo bene. Come si deve. Poi ne riparliamo.

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  • Ti prometto che lo farò, giuro. Davvero ti è piaciuto così tanto? Me lo devo riascoltare meglio allora, stay tuned

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  • Penso sarebbe estremamente interessante una puntata di italianoChitarra firmata da Griffar

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