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Ancient VVisdom – Sacrificial (Magic Bullet)

26 novembre 2014

1038Ciò che mi colpì di A Godlike Inferno, debutto degli Ancient VVisdom, fu la capacità di essere al tempo stesso dentro e fuori dal metal. Fuori per quanto riguarda la musica, incentrata sull’utilizzo predominante di strumenti acustici, percussioni e qualche spruzzata di chitarra elettrica; dentro per tutto l’apparato concettuale che sottendeva al disco, devoto a tessere le lodi del divin capro sfoderando un’attitudine spudoratamente in your face e ribelle nel senso più ampio del termine, metal insomma. A Godlike Inferno è e rimane il miglior lavoro della band americana, al netto di un Deathlike non da buttare ma assolutamente non all’altezza del predecessore. Quest’ultimo Sacrificial segna, invece, una trasformazione nel sound degli AVV e, per quanto mi riguarda, un ulteriore passo indietro.

Ciò che salta all’orecchio già dai primi secondi di Rise Of An Ancient Evil è la decisione di incorporare strumenti canonici in ambito metal, accantonando quasi totalmente l’utilizzo di chitarre acustiche che era poi il nocciolo di tutto il discorso portato avanti da questi ragazzi. Sacrificial, però, non riesce a spiccare in alcun modo, gli arrangiamenti e il songwriting stesso puzzano di banalità lontano chilometri e, salvo un paio di capitoli particolarmente brillanti (Blood Offering e The Devil’s Work), sembra di trovarsi davanti al debutto di una band di adolescenti che hanno da poco preso in mano gli strumenti. Un’immaturità del genere al terzo disco in studio è ancora più disarmante se si paragona Sacrificial al debutto (sarò ridondante ma ‘sticazzi). Gli Ancient VVisdom pare abbiano intrapreso un percorso opposto a quello di molte band, partendo alla grande e perdendosi per strada progressivamente. Non so se la decisione di abbandonare il concept acustico sia stata dettata da semplice desiderio di cambiare o comandata dall’alto, fatto sta che ‘prima erano meglio‘. Detto ciò, Sacrificial rimane un disco decente, ad un neofita potrebbe pure piacere parecchio, ma per chi segue gli americani dal principio sarà un boccone amaro da digerire.

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