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Rilasciati Varg Vikernes e la moglie

19 luglio 2013

marie_varg

Varg Vikernes e la moglie, Marie Cachet, sono stati rilasciati ieri sera dopo essere stati arrestati martedì scorso perché sospettati di programmare un attentato terroristico su larga scala. Secondo quanto scrive il network norvegese NRK, la polizia non è stata in grado di identificare nessun preciso piano terroristico o un eventuale bersaglio. Agnès Thibault-Lecuivre, portavoce della procura competente, ha però spiegato che il musicista dovrà comunque rispondere davanti alla magistratura di violazione delle leggi francesi sul razzismo (le medesime in base alle quali Marine Le Pen era stata incriminata alcuni mesi fa per aver accostato l’immigrazione di massa islamica all’occupazione nazista durante un comizio elettorale). La data dell’udienza non è stata ancora fissata ma sarebbe prevista entro la fine dell’anno. La base dell’accusa sono alcuni post presenti sul suo blog Thulean Perspective ed è dalle stesse dichiarazioni su ebrei e musulmani (discutibili quanto volete ma tecnicamente non definibili come “razziste”) che sarebbero partite le indagini sulla coppia. Thibault-Lecuivre non ha voluto far sapere la pena massima che potrebbe rischiare Vikernes, affermando che verranno forniti maggiori dettagli una volta esaminato il suo pc.

Suppongo non sia necessario essere d’accordo con le tesi del Conte per trovare la vicenda piuttosto inquietante. Basandoci sui pochi dettagli che abbiamo, sembrerebbe che Vikernes sia finito nel mirino degli inquirenti transalpini principalmente per quel che scrive sul suo blog (il cui server immagino non sia francese ma qua davvero non abbiamo idea di come funzioni) e che gli sia bastato acquistare regolarmente armi da fuoco per ritrovarsi in casa la polizia ed essere arrestato per terrorismo senza accuse formali (perché è esattamente questo che è successo: secondo la normativa locale in questi casi si può essere detenuti per 96 ore senza che l’avvocato possa ottenere il rilascio). Senza starci a girare intorno, qua stiamo parlando di reati di opinione. E può giovare ricordare che, proprio il giorno prima dell’arresto di Vikernes, Twitter aveva acconsentito a consegnare alle autorità francesi i dati personali di chi pubblica “cinguettii” antisemiti, al termine di un lungo scontro tra esse e il social network, che si era limitato fino a quel momento a cancellare i tweet contestati, invocando le protezioni costituzionali garantite dal Primo Emendamento. Nonché che la Francia è lo stesso paese il cui parlamento l’anno scorso aveva approvato una legge, poi dichiarata incostituzionale, che sanzionava con l’arresto chi metteva in discussione la qualifica di genocidio attribuita ai massacri di armeni commessi dai turchi. Non sono, infine, ancora riuscito a capire come mai, Oltralpe, Varg, che se la prende con ebrei e musulmani su internet, viene sbattuto dietro le sbarre insieme alla moglie incinta, mentre per le attiviste di Femen, che attaccano il cattolicesimo e vanno a fare le buffone nella cattedrale di Notre Dame, c’è l’asilo politico.

19 commenti leave one →
  1. G.L. permalink
    19 luglio 2013 13:37

    Concordo, è una vicenda inquietante. Aggiungerei anche che i testi dei rapper francesi ci vanno giù MOLTO più pesanti di quanto mai un Varg o un Fenriz si sarebbero mai sognati di scrivere. E’ evidente che in Francia (ma non solo lì…) ci sono dei “punti dolenti” che è meglio non toccare. L’islam, ad esempio, come accaduto a Houellebecq e tanti altri…

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  2. 19 luglio 2013 14:39

    in effetti io sono con Oltralpe Varg sta volta…

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  3. Snaghi permalink
    19 luglio 2013 15:05

    beh dai esagerate sicuramente si, ma le femen mi sembrano innocue… non saranno da asilo politico ma neanche da galera secondo me. il conte invece mi sembra capitato in una situazione sfortunata e forse ingiusta, però io personalmente non mi sorprenderei se gli sbirri mettessero il muso in casa mia, se dopo quasi 20 anni di carcere per aver ammazzato a coltellate un altro uomo e 30 anni di sparate di cazzo mi vado a comprare due o tre mitra da appendere al muro in salotto… a cosa cazzo ti servono? ma non puoi pensare a produrre la tua musica e fine?

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  4. vincenzoborriello permalink
    19 luglio 2013 17:01

    Fin dall’inizio ho capito che le autorità francesi avevano preso una cantonata. Tuttavia, dopo la strage compiuta a Tolosa qualche tempo fa, davanti alla scuola ebraica Ozar Hatorah, il protocollo di sicurezza per casi del genere deve essere stato cambiato drasticamente anche se magari non siamo, o meglio, non sono al livello del patriot act in USA.

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  5. Lorenzo permalink
    19 luglio 2013 18:12

    Forse perché c’è qualche differenza tra mostrare il seno in chiesa e dargli fuoco? O tra l’essere minacciati di morte dagli “integralisti” musulmani e imputare a Breivik di non averne ucciso nemmeno uno? Forse perché essere finiti in prigione per aver protestato nudi non è uguale ad esserci finiti per aver ucciso un uomo?
    Il giorno che le Femen avranno fucili mitragliatori in casa, mi auguro che la polizia vada a chieder loro se hanno intenzioni pacifiche.
    In fondo Cristiano Vikerness se l’è cavata con poco, sistema carcerario esemplare, gli hanno pure fatto fare dei dischi… Dove, se non nella degenerata Europa in balia del pericolo Islamico gli sarebbe stato concesso?
    Detto questo, la Francia è un Paese ipocrita, dove a momenti cercano di farti vergognare se porti una croce al collo e poi se ti viene da dire che un maghrebino ti sta sul cavolo perché nemmeno aiuta la moglie caduta a rialzarsi da terra ti guardano come se fossi tu il fascista.
    Comunque, che si tratti di reato d’opinione è vero, mi auguro che Cristiano senta il fiato sul collo, ma fino a prova contraria non ha (nuovamente) ucciso qualcuno.
    Lo saprà che la polizia francese è in grado di ben altre prodezze?

    http://en.wikipedia.org/wiki/Paris_massacre_of_1961

    In pratica, quello che avrebbe voluto fare lui. Questa si chiama ironia della sorte.

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  6. VAGO permalink
    19 luglio 2013 18:45

    Be’, credo che in tale vicenda non sia propriamente corretto parlare di “reato d’opinione”. L’offensività tipica incriminata dal legislatore non è, infatti, la manifestazione del pensiero tout court, ma l’idoneità degli atti, manifestati pubblicamente, a ledere un bene giuridico quale, per es., la Personalità dello Stato o l’incolumità della Nazione. E non deve meravigliare che, per tali tipologie di reati, la soglia di punibilità venga anticipata ad un momento antecedente alla concreta offesa del bene tutelato, poiché quest’ultimo viene ritenuto dal legislatore di particolare rilevanza nel bilanciamento degli interessi coinvolti (soprattutto nel confronto con la libertà di manifestazione del pensiero che, come sappiamo, è disciplinata da limiti e controlimiti ed è lungi dall’essere assoluta). Ne è un esempio il nostro c.p.: i reati di istigazione a delinquere o di istigazione a disobbedire alle leggi (artt. 414 e 415 ) possono essere perpetrati con ogni azione pubblica di manifestazione del pensiero idonea a ledere l’ordine pubblico e, unitamente alle altre circostanze del caso (abitualità o professionalità criminosa, recidiva, carattere del reo, gravità del danno ecc.), possono dare luogo all’applicazione di misure di sicurezza personali detentive di tipo custodiale come la permanenza in carcere. Ora, se permettete, la storia criminale del Conte, il suo atteggiamento violento ed antisemita, la comunanza con la vicenda Breivik , l’acquisto di armi da fuoco, sono tutti elementi che, unitamente alla ideazione di un progetto criminoso (che ben può essere rappresentato da interventi su di un blog, da tweet o da lettere) possono integrare gli estremi per l’applicazione di una misura di sicurezza del tipo di quella utilizzata dalla Polizia Francese. Dopodichè, se le indagini hanno condotto a non ravvisare la pericolosità sociale dell’individuo in questione, poi rilasciato, buon per lui, ma i presupposti per un’azione cautelare mi sembra ci fossero tutti.

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    • Lorenzo permalink
      19 luglio 2013 19:00

      Vero, correggo sul reato d’opinione: non è così.
      Infatti, quando un dissociato fiorentino con coraggio germanico s’è messo a sparare a gente disarmata in mezzo alla città ci siamo tutti quanti chiesti come mai uno che scriveva certe cose su internet avesse anche la pistola in casa. Han fatto meglio i francesi, allora.
      E spiace per la giovane mamma. Ma l’uomo se l’è scelto lei.

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      • VAGO permalink
        19 luglio 2013 20:24

        Replico: vi sono manifestazioni di pensiero che, per la loro intrinseca pericolosità, sono idonee, ex se, a creare i presupposti per l’offesa penale. Ideare, pensare, comunicare, programmare una strage o una violenza per fini antisemiti non è una semplice “opinione”, ma qualcosa di più, soprattutto quando a farlo è un ex criminale evidentemente non rieducato dal sistema punitivo norvegese. E bada che a costituire il presupposto per la misura di sicurezza (che non è pena, ma misura cautelare) non è il fine antisemita (di fatti per quello è stato rinviato a giudizio, non arrestato) ma la pericolosità della condotta, avvalorata, come detto anche da te, dalla storia passata e presente del soggetto.

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  7. 19 luglio 2013 19:51

    Se viene segnalata una scossa di terremoto in Francia, è Voltaire che si sta rivoltando nella tomba.

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  8. Lorenzo permalink
    19 luglio 2013 20:52

    Anche lui ascoltava Burzum!
    Dal dizionario filosofico, fonte copincollata da wikipedia:

    « Voce “Antropofago”:Perché i giudei non sarebbero stati antropofagi? Questa fu la sola cosa che mancò al popolo di Dio per essere il più abominevole popolo della terra.
    Voce:”Giudei”: Voi non troverete in essi che un popolo ignorante e barbaro, che raggiunse dopo lungo tempo la più sordida avarizia e la più detestabile superstizione e il più invincibile odio per tutti i popoli che li tollerano e li arricchiscono. Ma non per questo bisogna mandarli al rogo. »

    La tolleranza.

    Piuttosto, se non fosse stato per Beccaria, adesso Cristiano Vikerness non potrebbe deliziarci con le sue pose viking.

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  9. Nervi permalink
    19 luglio 2013 23:07

    “Varg, che se la prende con ebrei e musulmani su internet, viene sbattuto dietro le sbarre insieme alla moglie incinta, mentre per le attiviste di Femen, che attaccano il cattolicesimo e vanno a fare le buffone nella cattedrale di Notre Dame, c’è l’asilo politico.”

    Un applauso per il signor Ciccio Russo. Bravo.

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  10. Mario Galleope permalink
    20 luglio 2013 11:21

    Andiamo state difendendo stò cazzo di criminale assassino solo perché vi garba la sua musica, cosa legittima per carità ma non confondiamoci, per quanto possano esser giuste certe critiche all’ipocrisia francese (sul quale non ho molte informazioni quindi ne sapete più voi) non si può paragonare un tizio che del genere con le femen, per quanto possano star sul cazzo ma questo è un altro discorso: questo tizio si è fatto solo 16 anni di carcere (e non credo sia un carcere alla Papillon) per aver ammazzato un tizio oltre a tutto il resto compiuto con l’Inner Circle……. e questo sarebbe un perseguitato politico?! Tutte le critiche all’ipocrisia francese che volete, ma di certo non bastano per rendere il Conte una povera vittima, poi vabbè aspettiamo provvedimenti

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    • Lorenzo permalink
      20 luglio 2013 13:02

      Concordo.
      In Francia ci ho lavorato qualche mese ed è decisamente troppo poco per dire di conoscere un Paese (per l’Italia, non si fa in tempo tutta una vita prima che l’arteriosclerosi arrivi a scombinare quelle poche carte che avevi messo a posto).
      Però in quei pochi mesi ho visto un generale perbenismo, un politicamente corretto a doppia faccia, perché gli arabi vivono nei loro quartieri di periferia, lontani dal centro, e sono affari loro. L’importante però è non dire niente che possa sembrare razzista. Soprattutto a tavola, al ristorante buono dove tutti sono caucasici, compresi i camerieri, e gli arabi stanno in cucina.
      Il risultato è che poi il razzismo vero è forte e prolifera nel sottobosco. Europei contro arabi ed ebrei. Arabi contro europei ed ebrei. E’ una pentola a pressione.
      Ma, ripeto, non si può dire di capire un Paese vivendoci (e vivendo in una sola città) per pochi mesi.
      Riflettendoci, hanno fatto bene con Vikerness, avessero avuto le stesse attenzioni con quel ragazzino nordafricano di Tolosa ci sarebbero forse in vita alcuni bambini in più.
      Ma il problema è che uno come Burzum rischia di fare proseliti.
      Forse è stato un modo gentile di fargli capire di andarsene da qualche altra parte.

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      • Nervi permalink
        20 luglio 2013 14:50

        Ci sono poi altri tipi di discriminazioni negative, tipo quelle tra “bianchi”. Ad esempio mi è capitato di assistere a Bolzano a casi di razzismo da parte di tedeschi contro gli italiani (sopratutto contro i meridionali), oppure vicino alla mia città a casi di razzismo tra italiani e slavi, o ancora, tra slavi e tedeschi. Personalmente non sono razzista, cerco di giudicare il singolo e non la massa, e reputo certi tipi di comportamenti figli dell’indottrinamento politico e religioso. Sono però una persona territoriale, e mi rendo conto che gestire una comunità è difficilissimo. Sopratutto mi sono fatto l’idea che in una comunità democratica una persona ottiene di ritorno ciò che vi investe. Se uno passa la vita ad inneggiare ai regimi dittatoriali e alla repressione delle minoranze (qualsiasi minoranza), poi non deve meravigliarsi se viene a sua volta represso. In fondo è il tipo di sistema che voleva, no?

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  11. MorphineChild permalink
    20 luglio 2013 19:58

    non so, sono dubbioso. se davvero sospettavano che potesse organizzare un attentato o qualcosa, avrebbero dovuto intercettarlo, effettuare indagini, tenerlo sotto controllo e poi arrestarlo una volta raccolte prove sufficienti. così mi pare più un “avviso”, del tipo “ti teniamo d’occhio e armi da fuoco non te ne lasciamo possedere”. che poi, visto il tipo, mi pare anche una cosa legittima: Varg è una persona potenzialmente pericolosa

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