Skip to content

Record Store Day. Quando i negozi chiudono mentre altri campano sulle edizioni limitate

21 aprile 2012

È un po’ da paraculi leggerlo per caso ogni anno in giro per la rete (ma sempre peggio è vedersi su youtube i video di quegli scoppiati che tirano fuori i vinili dalle buste) per ricordarsi che tra qualche giorno (quindi oggi) sarà il Record Store Day.

Non so chi abbia tirato fuori questa storia, non so chi la supporti, non mi interessa molto condividere neanche chissà quali grandi esperienze e memorie sul reiterato gesto del tirare fuori dindini per comprare assurde vomitate di cane che ogni tanto per forza becchi involontariamente. E non mi interessa neanche quanto l’hype della faccenda venga pompato da gente con la barba lunga rossiccia e gli occhialoni, ma va bene così.

Tutto sommato è anche bello quando all’atto civile dello sborsare soldi per qualche disco unisci il piacere erotico della conquista un po’ maniacale di oggettini in effetti poco funzionali. Perché, sapete, io non sono poi questo grande fan della teoria del cvltismo a tutti i costi come soluzione alla crisi discografica. Anzi, pensiamo solo al fatto che il passaggio agli mp3 possa aver favorito non solo l’alleggerimento del supporto ma anche la non trascurabile facilità di distribuzione della musica del demonio (anche se, ripetiamolo all’infinito, il vinile era meglio). Messa in questi termini, non c’è altro modo più veloce per il diffondersi di questa epidemia virale che non tramite la rete. Se i comunisti avessero pensato a questo invece che allevare i propri popoli nel terrore della delazione e della censura non avremmo avuto nessun dottor Stranamore ma kolchoz ovunque, vaffanculo. Ma vabbè, la vita gira anche un po’ così.

Roberto proprio l’anno scorso vi ha parlato della giornata in questione con un intenso ed accorato ricordo. Anche io ho i miei bei negozietti e giuro che a colpi di scoperte inusuali ed improbabili l’aura di necroculto l’hanno acquisita  pure quelli che vendevano di base solo le edizioni limitate di Iron & Wine o le solite minchiate di Yeah Yeah Yeahs e compagnia snobbante. 

Ma in uno specifico e  modesto negozietto carico di memorie e bellissime scoperte giovanili (la mia crescita che accompagnava gli anni dell’università, bei tempi quelli) ora non so quando ci metterò più piede. E non so neanche se nel frattempo quello snob del proprietario avrà cambiato atteggiamento nei confronti di gente come me che i dischi di Tom Waits li scansava in corsa per arrivare al bancone e chiedergli ‘Scusi, ma la raccolta dei demo dei Dismember?’. Ma un po’ mi manca, suvvia.

Se pure giù sotto casa avessi il più fornito dei negozi alla Altà Fedeltà (piccola nota: come si fa in una famosa scena del film –il libro l’ho accuratamente evitato- a decidere che i Green Day sono debitori degli Stiff Little Fingers? Con che coraggio?) gli acquisti che in esso farei non credo che replicherebbero quelle sensazioni di quando avevo anche solo vent’anni, non mi permetto di perdermi nelle memorie prettamente adolescenziali.

Però una ve la racconto. Un tizio un po’ nerd (però simpatico) con un negozio di dischi esclusivamente black metal o simili. Durato un cazzo di niente. Entro, lancio un’occhiata agli scaffali: pessima roba. Getto un’altra occhiata lunga su un altro scaffale, roba gustosa. Anal Cunt, Cripple Bastards, Spite Extreme Wing. Pago, e pago troppo. Breve discussione sui due euro di resto che non mi ha ancora reso. Spiego questo, questo e quest’altro ma lui no, te li ho dati i soldi. E va bene.

Esco, occhiata ai dischi, vado a casa incazzato ma tutto sommato contento per gli acquisti. Neanche due settimane dopo il negozio non c’era più.

Lo incontrassi oggi gli direi che mi è dispiaciuto che abbiano chiuso anche se il caffè, a rigor di logica, spetterebbe a lui pagarmelo.

Buon Record Store Day a tutti.

(Nunzio Lamonaca – I dischi in foto sono miei ma mica li ho comprati tutti oggi)

10 commenti leave one →
  1. Certain Death permalink
    21 aprile 2012 19:40

    Sono stato al Ventitrè, era pieno di gente con gli occhiali, oggi me li sono messi pure io, ma sono comunque inevitabilmente finito a spulciare tra i vinili dei Manowar e i dischi dei Celtic Frost (che alla fine ho preso). C’era ancora ‘Slip it in’ bello e immortale che mi guardava sorridente, prima o poi lo prendo, giuro.

    Mi piace

    • Nunzio Lamonaca permalink
      21 aprile 2012 22:03

      Prima che il gallo canti Slip it in me lo prendo io. Che hai comprato dei Celtic Rom?

      Mi piace

      • Certain Death permalink
        22 aprile 2012 02:06

        Into The Pandemonium e Monotheist (Monotheist è tipo da quando è uscito che lo cerco nei negozi, me lo sono trovato oggi davanti a 10 euro e non ho potuto resistere proprio). Un disco enorme.

        Mi piace

  2. 22 aprile 2012 02:11

    io comunque dei fanatici del vinile fuori tempo massimo comincio ad averne le palle piene…gente che si è sentita tutta(?) la musica del mondo attraverso il cellulare ed adesso mi rompe i coglioni che “il vinile, il suono caldo ecc…” boh…

    Mi piace

    • Nunzio Lamonaca permalink
      22 aprile 2012 12:55

      Ma sì, è verissimo. Il problema -tecnicamente parlando- è che il vinile ormai è un feticcio che ha dalla sua una resa sonora mediamente superiore al Cd. Ma tra vinili usciti trent’anni fa quando c’era solo il vinile e vinili usciti oggi si dice ci sia una certa differenza. Io non la noto, ma c’è intenditori che me lo fanno notare. Quindi, se val la pena comprare il vinile, ok, ma se poi è un Cd solo più ingombrante che te ne fai? Aspettiamo che il trend rientri e poi vediamo. Mi sembra evidente che ormai la musica sia destinata a supporti totalmente virtuali.

      Mi piace

  3. 22 aprile 2012 02:20

    comunque nunzio, tu sei, tipo, una grande. spera che non ci si incontra perchè se succede la birra te la faccio arriva’ in gola con l’imbuto :-),per poi tranquillamente di parlare di vinili, adolescenze mancate e rumore totale ed incondizionato

    Mi piace

    • Nunzio Lamonaca permalink
      22 aprile 2012 12:52

      Bhe, innanzitutto sono un maschietto poi, vabbè, la birra parte tranquilla a tutto spiano. Magari.

      Mi piace

      • 22 aprile 2012 16:36

        …sta settimana mi ricompro la tastiera.

        Mi piace

        • Nunzio Lamonaca permalink
          22 aprile 2012 22:17

          che suoni? black metal?

          Mi piace

          • 22 aprile 2012 23:45

            ah ah, no capo, mi riferivo alla tastiera del computer, responsabile (insieme alle consuete birrette), di un po’ troppi refusi(compreso quello “sei una grande”)…in tutti i casi no, nonostante il black sia uno dei miei generi preferiti di sempre suono, diciamo, thrash, il basso :

            p.s. se questo link è considerabile come pubblicità non pubblicate il commento…

            Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 306 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: