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Nemo propheta in patria: intervista a Sonya Scarlet (Theatres des Vampires)

5 febbraio 2012

Arrivo al Qube (per gli amici er Chiubbe) in anticipo perché stasera avrò un incontro ravvicinato con i Theatres des Vampires. Temo per il mio collo e dunque mi presento con una vistosa sciarpa. Un po’ mi tranquillizza il fatto che all’ingresso il tipo alla porta mi avesse scambiato per “quello della sicurezza”, infondendomi un insperato coraggio. Entro nell’antro buio ove risiedono i vampiri e li trovo industriosamente impegnati nell’arte del circuire la preda prima dello sgozzamento. Non dirò di quale preda si trattasse perché la vostra immaginazione farà sicuramente il resto. Insomma, interrompere 5 vampiri famelici che si approntano a cenare è un casino dunque cerco di andare subito al sodo.

Dal precedente album Anima Noir, impostato su elettronica e suoni industrial, un ritorno a goth tradizionale con Moonlight Waltz.
Sonya: Penso che nell’evoluzione di ogni band sia naturale non rimanere sempre delle stesse idee. Sperimentare fa parte delle cose della vita. Anima Noir ha rappresentato un progetto sperimentale che sentivamo di dover fare. Avevamo usato molta elettronica e sinth perché volevamo dare un impatto moderno al disco per superare determinati cliché legati alla nostra immagine. In AN si sentono comunque le radici da cui proveniamo. Moonlight Waltz è stato invece un parziale ritorno alle atmosfere gotiche. Come amo definirlo: la colonna sonora del tuo peggior incubo. Sono presenti molte orchestrazioni, poi abbiamo una violinista bravissima, ma nel complesso credo che la band sia più matura, il sound più deciso e convincente.

Già speravo in una svolta EBM. In quel caso però dovreste mandare in pensione il vostro chitarrista.
(lei ride mentre il Stephan, il chitarrista, fa una palese smorfia di disappunto) Sonya: Guarda io adoro l’EBM e l’elettronica in generale, ma è chiaro che lui non possa essere d’accordo. L’idea che volevamo portare avanti con MW era proprio quella di dare un impatto più diretto e chiudere la parentesi di AN. Una bella parentesi comunque.

funeste presenze

Confermo. Infatti il pezzo che ho preferito dall’ultimo album è Sangue, uno dei brani in cui l’elettronica la fa ancora da padrone. Potrebbe essere il vostro nuovo cavallo di battaglia?
Sonya: Si, infatti. Volevamo ricreare un brano che avesse lo stesso immediato impatto di La Danse Macabre Du Vampire, un brano questo che ci accompagna sempre in ogni concerto. Quindi con Sangue si voleva perseguire lo stesso obiettivo: essere catchy e, essendo meno orchestrale degli altri pezzi, il più diretto possibile.

Il black metal è stato già da tempo messo da parte.
Sonya: È vero ma io credo che, pur essendo una parte importante del nostro bagaglio cultural-musicale, noi non siamo mai stati un gruppo BM, nonostante l’etichetta ci fosse stata affibbiata dalle riviste di settore. Sai com’è, bisogna dare una categoria a tutti i costi. Ma eravamo noi i primi a dire di non essere un gruppo BM e di non voler fare BM. 

Sulle riviste di settore e sui siti di oggi, quelli bravi insomma, vi categorizzano come una band extreme gothic metal. Il termine extreme a cosa è riferito? Alle tue performance live?
Sonya: Mah, facciamoci un ragionamento. Forse dicono così per il nostro modo di proporci dal vivo. Per l’impatto visivo delle nostre esibizioni.

Proprio a tal riguardo fonti molto accreditate mi dicono che è capitato vi rubassero teschi, ossa e tutti gli oggetti di scena che lasciavate sul palco.
Sonya: Si, questa cosa è vera. Capisco l’amore dei fan, però alla fine di ogni concerto sai ci si ubriaca tutti ed essendo dei distratti cronici si dimentica di recuperare gli oggetti di scena dal palco. Questo però è successo all’estero, mica in Italia, attenzione. Magari i fan pensando che fossero degli omaggi se li portavano tranquillamente a casa. L’unico problema in tutto ciò è che a fine tour non mi rimane più nulla e sono costretta a ricomprarmi tutto. Già sono distratta di mio poi ci si mettono pure loro…

Come mai la scelta di fare una cover di Hijo de la Luna. Di che parla questa canzone e chi l’ha scelta?
Sonya: Figlio della Luna è un brano dei Mecano, in realtà è una favola.
Stephan: Parla di un tradimento (ride).

Ci sono riferimenti autobiografici dunque?
Sonya: No dai, non ci sono riferimenti autobiografici, secondo Christian (Ice, il sound engineer. ndCharles) semplicemente era adatta alla mia voce. Infatti non pensavo di divertirmi così a cantare in italiano.

È noto che siete molto seguiti all’estero. Partite domani per Kiev.
Sonya: In realtà è una finta partenza. Andiamo a Kiev per un giorno, una puntatina per acclimatarci ai meno 17 gradi, poi torniamo a casa e dopo qualche altra data in Italia inizierà ufficialmente il tour.

Bello il brano nonché il video di Carmilla, che è un piccolo film. Chi è l’appassionato di Le Fanu?
Sonya: Io. Adoro i personaggi femminili e adoro il libro. Nei temi lo ritengo perfetto per noi. Poi alla fine del brano recito anche un pezzo del libro.

Vantate interessanti collaborazioni in Moonlight Waltz.
Sonya: Abbiamo Eva dei Laibach, la quale ha anche un nuovo progetto solista che si chiama Evil Eve, che canta con me in Medousa, poi abbiamo Luca Bellanova (ex Stormlord. ndCharles) che segue la parte orchestrale del disco e ci ha già seguito in passato nonché ha anche cantato su Fly Away, che tra le altre cose è un suo pezzo. Abbiamo Marco dei The Foreshadowing che ha cantato con me su Black Madonna. C’è Christian Ice e Snowy Shaw dei Therion, un onore per noi che abbiamo massima stima per lui dal punto di vista artistico. Last but not least Cadaveria su Le Grand Guignol.

Quali nuovi progetti?
Sonya: Questa sera proiettiamo il teaser del nostro film. È un film horror che finiremo presumibilmente in giugno. Abbiamo consegnato tutto il materiale per un dvd che conterrà un Live in Mosca, tre pezzi inediti che andranno poi a comporre parte della colonna sonora di questo film e il backstage del tour dell’anno scorso. Nel film, intitolato The Cult of Lamia, io farò la vampira, guarda caso. Il ruolo da protagonista sarà interpretato da Abraam Fontana che ha curato anche il video di Carmilla. Tra l’altro devo ancora capire se nel film morirò o meno.
Christian: Ma è chiaro che devi morire! Sei il mostro, devi morì per forza!
Sonya: Comunque è tutto work in progress. Quindi gli obiettivi sono di far uscire il dvd prima di aprile, cioè prima dell’inizio del tour, poi concludere la colonna sonora e fare uscire questo film, dopodiché far partire il tour in Europa. E dopo l’estate fare il tour in Sud America. In tutto ciò bisogna anche cominciare a lavorare sul nuovo disco.

Grazie Sonya e grazie a tutti quanti, ora raccolgo le mie cose e me ne vado di corsa che vi si raffredda la cena e tutti sappiamo che casino è per voi quando la preda è già morta. (Charles)

9 commenti leave one →
  1. danzrob permalink
    5 febbraio 2012 12:21

    Nel video si racconta la storia di un novello cercatore di funghi che si imbatte in una vampira… :-)

  2. Chuck permalink
    5 febbraio 2012 23:32

    Personalmente non mi sono mai piaciuti…

  3. 6 febbraio 2012 14:47

    bella intervista… stranamente li preferisco ora ai primi album

    non ho capito il link finale a intervista col vampiro, se non ricordo male lestat era così perchè era stato sepolto sott’acqua, non perchè aveva bevuto sangue di un morto… vabbè

    • Charles permalink
      6 febbraio 2012 18:27

      io mi ricordavo che la bimba malefica gli aveva fatto bere il sangue di due gemelli morti e questa cosa gli aveva preso particolarmente a male. ma in effetti c’era pure una scena che lo seppellivano in acqua. cmq può essere anche che stia vaneggiando. ad ogni modo sono d’accordo quando dici che li preferisci ora. anzi ti dirò di più: il precedente album era proprio figherrimo

  4. Matt permalink
    7 febbraio 2012 00:10

    In realtà i giornalisti “bravi” sono sicurissimo che abbiano ripreso l'”extreme gothic metal” da fonti varie (wiki etc) e la fonte primaria dovrebbe essere una vecchissima intervista di Fabian (2002, stavano promuovendo Suicide Vampire). Purtroppo quasi nessuno va a cercarsi le vere fonti, la maggior parte di chi scrive (anche di chi lo fa con passione) finisce per rubacchiare qui e lì, poi i TdV sono davvero difficilmente inquadrabili e anche l’ultimo disco mantiene sempre un fondo costante di elettronica (vd Grand Guignol o la stessa Carmilla, con la prima parte di ogni strofa che si regge sostanzialmente sui synth) ed è di una varietà disarmante: ci sono dei bellissimi pezzi pop (The Gates of Hades, Fly Away), ottime armonie vocali (Carmilla, ma anche Black Madonna), pezzi di “metal moderno” (Sangue, Medousa), ballatone romantiche (Moonlight Waltz, Illusion), cavalcate rock (Keeper of Secrets)… e poi c’è l’electro-sinfonica Obsession, tanto di cappello a Christian Ice che ha scritto un brano interessantissimo. E’ molto più dell’ennesimo disco goth-metal, basta compararlo con le uscite più o meno contemporanee per vedere quanto i TdV abbiano fatto un disco “diverso” e interessante. Non solo non sono (ancora) profeti in patria, ma non lo sono abbastanza neanche all’estero, un disco così meriterebbe molto di più.

    Certo, alcune cose sono davvero poco professionali (la press release sul sito ufficiale riciclata tale e quale da quella di Anima Noir, gli errori sul booklet, canzoni che hanno subito dei cambi in corsa nel titolo e che vengono vendute sugli store online col titolo sbagliato e in generale cose che da una band che fa un disco così non ti aspetteresti).

    E poi certo, qualche canzone un po’ meno “pulita” e precisa e un po’ più ruvida come in passato (penso ad un passato piuttosto prossimo come potrebbe essere quello di Pleasure and Pain) mi sarebbe piaciuta ma questo sembra davvero un disco fatto per non dispiacere nessuno, e per accorgersene basterebbe guardare l’asettico corredo fotografico dominato dal bianco e dal nero… ecco, un po’ di personalità penso si sia persa per strada, basti ripensare al bellissimo photoset di Anima Noir, ispirato al Nosferatu di Murnau…
    Ma, ecco, dopo aver fatto un disco così, perchè perdersi sui dettagli?

  5. Matt permalink
    7 febbraio 2012 00:19

    (Tra l’altro penso che con la limited di Moonlight Waltz abbiano fatto un mezzo pasticcio, la cover – http://upload.wikimedia.org/wikipedia/en/4/41/Moonlightlimited.jpg – dice che è incluso un dvd con il making of del disco. In realtà non c’è nessun dvd, è un dualdisc, e non c’è neanche nessun making of del disco, c’è solo il making of del videoclip.
    Ripeto: dopo aver fatto un disco così, perchè perdersi su queste sciocchezze?)

  6. 7 febbraio 2012 14:20

    Ciao Matt, sono Fabian, il tastierista dei Theatres des Vampires.. mi sono imbattuto su questa intervista ed ho ritenuto opportuno chiarire alcuni punti.
    Non sempre tutto quello che è di contorno alla band è riconducibile alla band stessa.
    – Gli errori sul booklet, spesso sono riconducibili a chi fa la grafica. Succede a tutti.. anche su libri destinati alle scuole a volte trovi errori di battitura (o peggio).. Chi dovrebbe fare “l’editor” dei testi magari gli sfugge la cosa.. ed ecco che ti trovi qualcosa di strano

    – Le canzoni non hanno subito nessun cambio di titolo. Sono state comunicate correttamente alla SIAE, comunicate correttamente al publisher e all’etichetta.. Ma sono sbagliate su qualche sito online. Noi non abbiamo controllo alcuno della cosa. Possiamo segnalarlo.. ma di più non si può fare.

    – Stesso discorso per la grafica del CD che riporta che è incluso un DVD, invece si tratta di un Dualdisc (cioè da un lato CD e da un lato DVD).. Ci è stato comunicato dall’etichetta a cose fatte.. Che possiamo farci? Dovevamo far ritirare le 2000 copie in edizione limitata dal mercato per questo cambio di decisione dell’etichetta?

    Questo è solo per dire che per quanto ci riguarda essere professionali vuol dire e fare canzoni al meglio delle nostre possibilità e fare il più live possibili in giro per il mondo.. Non siamo in controllo di tutto quello che c’è di contorno! Non comunichiamo noi le canzoni ai negozi online.. Non siamo in controllo di scelte prese dall’etichetta all’ultimo momento, ecc.ecc.
    Accusare la band di essere poco “professionale” per cose del genere mi sembra un pò esagerato.. Insomma accorgersi che l’etichetta discografica ha lasciato scritto DVD e non lo ha corretto con Dualdisc (apparte che sul retro copertina c’è il logo dualdisc, quindi in realtà è una mezza bugia) mi sembra proprio cercare il pelo nell’uovo..

  7. Charles permalink
    16 febbraio 2012 20:55

    e questo è il succitato teaser di Cult of Lamia:

Trackbacks

  1. ROMAOBSCURA @Traffic, Roma 05.05.2013 | Metal Skunk

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