Tag Archives: Svezia

Frattaglie in saldo #27: another bucket for monsieur

Nelle mie intenzioni, questa puntata avrebbe dovuto uscire a febbraio e proseguire la trattazione dei dischi del 2015 che mi premeva recuperare. Nel frattempo si è fatto aprile e sarebbe il caso di iniziare a parlare di quelli dell’anno in corso. Sono spiacente, cari Cruciamentum, Heaving Earth, Effigy, The Grotesquery, Abscession, Purtenance, Horrendous, Black Fast e Obscure Infinity. Sarà per

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REVOLTING – Visages of the Unspeakable (Fda Reckotz)

Quando dicembre è ormai inoltrato, il panico da playlist rapisce ineluttabile anche gli scribacchini di blog, come questo, che non hanno l’intento di seguire la scena in maniera puntuale ed esauriente. Di non poterti più esprimere sulle decine di album che avevi segnato sull’Agendina del male™ e dei quali, per mere ragioni di tempo, non sei riuscito a scrivere ti

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GRAVE – Out Of Respect For The Dead (Century Media)

I più recenti dischi dei Grave mi hanno sempre dato un’impressione ben precisa: quella che fossero ad un passo dall’essere dei capolavori ai quali però è sempre mancato quel qualcosa in più che li elevasse da semplici lavori ben fatti ad uno status più alto. Sfortunatamente lo stesso leitmotiv si reitera anche nel caso del qui presente Out Of Respect For

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Avere vent’anni: AT THE GATES – Slaughter Of The Soul

Luca Bonetta: Il ventennale di Slaughter Of The Soul è l’occasione perfetta per tirare le somme pure sull’ultimo lavoro degli At The Gates: quell’At War With Reality di cui abbiamo parlato approfonditamente un po’ tutti e di cui ha parlato bene o male chiunque si interessi anche solo vagamente al metallo. Il verdetto finale, a più di un anno dalla

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Crisi di mezza età: FIRESPAWN – Lucifer Has Spoken (Century Media)

C’erano una volta, nei ruggenti anni ’90, i supergruppi svedesi, quando i giovini metallari (grazie anche ai sussidi statali, raccontavano alcuni di loro nelle interviste), suonavano in sei o sette gruppi contemporaneamente, la maggior parte dei quali valeva l’acquisto. Gli Unanimated erano un side-project postlavorativo, per dire. Con una tradizione del genere, ci si aspetterebbe qualcosa di più eccitante da

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