Avere vent’anni: SODOM – M-16
L’ultimo grande disco dei Sodom, simile a nient’altro avessero suonato prima. I primi tre o quattro pezzi sono ancora dei classici.
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L’ultimo grande disco dei Sodom, simile a nient’altro avessero suonato prima. I primi tre o quattro pezzi sono ancora dei classici.
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Frank Blackfire è tornato a trent’anni di distanza da Agent Orange ma non ha riportato con sé quel tocco da thrash americano che aveva reso quell’album un capolavoro. Ma, dopo i due terribili album precedenti, c’è poco di cui lamentarsi.
Continua a leggereI Bonded sono come un revenge porn che cercherò di descrivervi nel modo più conciso possibile: giri un filmetto in compagnia di una tizia che in breve tempo diventerà pure la tua ragazza ufficiale, di tanto in tanto lo riguardate e ridete della goliardica cazzata, ma sotto sotto ve ne vantate pure. Un giorno lei scopre che detesti i cani di
Continua a leggerePer il sottoscritto parlare male dei Sodom è come avere la sorella puttana e andare a raccontarlo a tutto il quartiere. Se hai la sorella puttana te ne resti zitto e buono, e al massimo reprimerai – per una buona parte della tua vita – quella voglia innata di rinfacciarle, tipo a tavola, le tematiche della terza traccia di Agent
Continua a leggereEravamo rimasti allo scorso gennaio, quando Tom Angelripper, dopo due dischi tra il mediocre e l’orrendo come Epitome of Torture e Decision Day, in assoluto il peggiore della sua carriera, licenzia via WhatsApp il batterista Markus ‘Makka’ Freiwald, entrato dopo In War and Pieces, e il chitarrista Bernemann, che stava con lui da oltre vent’anni. La nuova formazione viene annunciata
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