Dave Ellefson riprende il proprio destino in mano: DIETH – To Hell and Back
Colpo di mano dell’ex bassista dei Megadeth, che riconquista la posizione eretta schizzandoci addosso dieci brani di turgido death/thrash.
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Colpo di mano dell’ex bassista dei Megadeth, che riconquista la posizione eretta schizzandoci addosso dieci brani di turgido death/thrash.
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I Paramore e i Fear Factory insistono nonostante nessuno ne senta il bisogno. Sfoghiamoci con lo shopping, tra i cartonati di Al Bano e il convenientissimo merch dei Gojira.
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Al secondo album i sardi Burning Leather si ripresentano più compatti e rodati, grazie all’efficacia della nuova sezione ritmica. Peccato per i debiti nei confronti dei Megadeth ancora troppo evidenti.
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Un disco di passaggio nella carriera post-Megadeth di Marty Friedman, non ancora approdato in quel Giappone che sarebbe diventato la sua nuova casa.
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Il miglior disco dei Megadeth almeno da Endgame. Nessun coetaneo di Dave tira ancora fuori roba del genere nel 2022. Non certo quelli che lo cacciarono 40 anni fa.
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