Author Archives: Marco Belardi

Avere vent’anni: DECAPITATED – Winds of Creation

Il batterista era sedicenne, e i membri più anziani non superavano i venti. Ero abituato a osservare le band heavy metal come gente grande che aveva affrontato un percorso, raggiunto degli obiettivi, e che in certi frangenti si era sputtanata o aveva definitivamente mandato il gruppo all’aria: fica, accrescimento tecnico, il parere del manager, ognuno di questi aspetti rischiava di mandare

Continua a leggere

Avere vent’anni: NUNSLAUGHTER – Hell’s Unholy Fire

Troppi pochi album rimangono legati a doppia mandata a un preciso momento della tua vita. Facile dirvi che il giorno in cui un amico di Scandicci mise su Battery, niente sarebbe rimasto uguale a prima. Troppo facile. Preferisco giocare un po’ più difficile: il Capodanno del 2001. Dopo aver festeggiato quello del Duemila in piazza, in una notte gelida, trangugiando litri

Continua a leggere

Gloria e vita alla NOISE RECORDS

Qualcuno si ricorderà di un giovane tedesco appassionato alla militanza politica a livelli pressoché estremi. Finì in galera nel periodo della Rote Armee Fraktion e una volta uscito, probabilmente, a salvare Karl-Ulrich Walterbach sarebbe stata la musica. Per gli innumerevoli metallari degli anni Novanta, seguire un’etichetta discografica era come parteggiare per una sigla politica, perduti nella convinzione di poter influire

Continua a leggere

La cura Nuclear Blast non fa sempre male: ORANSSI PAZUZU – Mestarin Kynsi

Gli Oranssi Pazuzu sono il perfetto esempio di band su cui, a un certo punto, ti devi un po’ ricredere: tutti ne hanno una, loro sono la mia. Per quanto un album come Kosmonument non mi dispiacesse affatto, dubito che un giorno vorrò tornarci sopra. È come se finora ai finlandesi fosse mancata la capacità di giungere al sodo, giocherellando

Continua a leggere
« Vecchi articoli Recent Entries »