Author Archives: Marco Belardi

PRONG – Zero Days

Il processo di trasformazione di Tommy Victor in Peavy Wagner si fa sempre più marcato man mano che ci avviciniamo al termine degli anni dieci. Un tempo, i ritmi produttivi dei Prong erano tali e quali a quelli di una band giovane, composta da persone normali e che alternano sessioni di registrazione a tournée che non fossero quella del Black Album.

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Avere vent’anni: EMPEROR – Anthems to the Welkin at dusk

Il sottopassaggio della stazione dei treni di Firenze è il luogo dove penso di avere passato buona parte del periodo delle scuole superiori. C’erano due negozi di musica, ora uno è scomparso e credo sia stato sostituito da uno di quegli outlet di abbigliamento cinesi, e all’epoca ricordo che straripavano di dischi metal di ogni sorta. Ti piazzavano in vetrina fra le nuove

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Buio pesto: DECAPITATED – Anticult

I tour bus portano merda, lo sanno i Metallica e pure all’Est. Il problema per i Decapitated – oltre che di perdite affettive – è stato dover portare avanti un discorso con Vogg unico superstite della formazione di Winds of Creation. Che probabilmente è il musicista più influente del quartetto originale, ma anche quello il cui approccio wannabe rischia di mandare a

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ORIGIN – Unparalleled Universe

Ricordo di avere conosciuto gli Origin semplicemente perché ci suonava il batterista degli Angel Corpse. Una volta uscito Informis Infinitas Inhumanitas, ho sempre ritenuto che quell’ album sarebbe stato il metro di paragone per i successivi, ipotesi confermata da Echoes of Decimation che mi sembrò fin da subito troppo freddo e impostato, volutamente oltre il predecessore in tutte le sue

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