Author Archives: m.c.

Avere vent’anni: SUICIDAL TENDENCIES – Freedumb

Già Suicidal for Life mostrava evidenti segni di cedimento: un nuovo mercenario alla batteria (il menagramo Jimmy DeGrasso al posto dell’ossigenato Josh Freese che aveva suonato su The Art of Rebellion; entrambi ovunque li paghino, prima e dopo), tante parolacce – quattro pezzi uno di seguito all’altro con la parola ‘fuck’ nel titolo, il quinto No bullshit – a sopperire

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Taccuino del Roadburn

Il meglio del Roadburn 2019: Seven That Spells. La dimostrazione che è ancora possibile comporre e registrare musica che non somiglia a nient’altro, del tutto aliena a qualsiasi tipo di condizionamento (esterno o autoimposto), e portarla dal vivo in totale e altrettanto disarmante libertà, in aperto sfregio a logiche di booking, agenzie, scambi di date, percentuali, quanta gente porti, il

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In memoria di John Singleton (1968-2019)

Gli Oscar 1992 videro Il Silenzio degli Innocenti trionfatore assoluto: film, regia, attore e attrice protagonisti, sceneggiatura non originale. La stessa cinquina delle meraviglie di Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo; non succedeva da allora. Per la sceneggiatura originale, invece, la gara vera tra La Leggenda del Re Pescatore e Boyz n the Hood (candidato anche come miglior film), il

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LORDS OF CHAOS: il film sul metal a cadenza decennale

(Probabilmente non avremmo dovuto, ma alla fine noi tutti abbiamo guardato Lords of Chaos – e molti di noi si sono sentiti in dovere di parlarne. La presente è dunque solo una delle sei recensioni che pubblicheremo nel giro di pochi giorni, ndbarg) Negli anni ’80 c’è stato Morte a 33 giri, soprattutto glam metal alla vigliacca, un’immaginaria rockstar di

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