Author Archives: m.c.

Avere vent’anni: BOTCH – We Are the Romans

Esistono capolavori irripetibili nonostante l’accanimento ed esistono capolavori che nessuno ha mai pensato di provare a ripetere; a fine 1999 dove per l’ultima volta nella storia della musica le barriere tra generi non esistono e tutto è possibile, a pochi mesi di distanza escono il primo e il secondo. Da una parte Calculating Infinity, che ancora legioni di inerti contabili

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Avere vent’anni: CONTROL DENIED – The Fragile Art of Existence

Dopo l’uscita di Symbolic, il tour annesso, il licenziamento di tutti i musicisti della formazione numero infinito, Chuck Schuldiner ha sciolto i Death per qualche tempo; l’idea era concentrare gli sforzi in un nuovo progetto di heavy metal classico dal nome Control Denied, inseguendo il sogno lasciato per troppo tempo nel cassetto di reclutare Ronnie James Dio alla voce. Non

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Avere vent’anni: NAPALM DEATH – Leaders Not Followers

Leaders Not Followers è la lapide sui Napalm Death come gruppo con un senso, uno scopo, una ragion d’essere, e l’inizio del Napalm Death karaoke come lo conosciamo da allora in poi: una macchietta ribellista per punkabbestia col cane, il septum, le toppe dei Totalitar sul giubbotto bisunto e abbastanza soldi nel Postepay da potersi permettere i biglietti di concerti

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Avere vent’anni: THE DILLINGER ESCAPE PLAN – Calculating Infinity

Capolavoro è il disco prima del quale le cose andavano in un modo e dopo in un altro, la portata non misurabile in parametri del tipo “meglio” o “peggio”: l’intera geografia cambia, traiettorie vengono ridisegnate, nascono nuovi sottogeneri, dal nulla si crea una nuova scena, nuovi dresscode, nuove norme. Calculating Infinity è un capolavoro. Come Sad Wings of Destiny, Iron

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Avere vent’anni: NINE INCH NAILS – The Fragile

Nel 1997 Trent Reznor era finito nella classifica del Time dei 25 personaggi più influenti degli Stati Uniti – non solo musicalmente: in assoluto. L’elenco comprendeva politici, economisti, medici, senatori, professori universitari, direttori di quotidiani, segretari di stato, imprenditori. Un solo altro nome a rappresentare il mondo della musica: il cantante-producer-discografico Babyface, sovrano assoluto del più bieco, sfavillante, caramelloso r&b

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