Author Archives: Metal Skunk

Avere vent’anni: ANNIHILATOR – Remains

Marco Belardi: Piazzare sugli scaffali un album come Remains nel 1997 è come uscire col troione di turno e ragionarci tutta la sera di Paulo Coelho e agricoltura Bio: non funzionerà. Un po’ perché l’avventura semi-solista di Waters proveniva da due album non pienamente convincenti, un po’ perché perfino il reduce Randy Black era stato scaricato all’ insegna del “faccio tutto

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Avere vent’anni: giugno 1997

DECEASED – Fearless Undead Machines Ciccio Russo: I Deceased sono una delle formazioni più gloriose e sottovalutate dell’intera scena estrema statunitense. Zero compromessi e un suono originale e inclassificabile, che strizzava l’occhio al death tecnico coevo e affondava le radici nel thrash più virulento e sperimentale. Sorta di concept album su un’apocalisse zombi, Fearless Undead Machines approfondisce la svolta melodica intrapresa

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Avere vent’anni: MEGADETH – Cryptic Writings

Trainspotting: Sono affettivamente legato a quest’album perché è il primo dei Megadeth che ascoltai, anche se in verità non lo rimettevo su ormai da secoli. Non che io sia mai stato ‘sto grande fan dei Megadeth, comunque. Sull’iPod mi ero tenuto giusto Trust e FFF, la prima e l’ultima, che sono due belle canzoncine. Cryptic Writings è una delle classiche

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Avere vent’anni: ‘Il Segno del Comando’ raccontato da Diego Banchero

Parliamo di Genova ma non per commentare le elezioni. Parliamo del cosiddetto dark sound italiano degli anni ’90, un pugno di band orgogliosamente “nate troppo tardi”, con un’estetica e un immaginario esemplari, fatti di sceneggiati Rai esoterici in bianco e nero e copertine di tascabili sexy horror da poco prezzo. Parliamo della casa discografica, la Black Widow, anch’essa genovese, che le

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