Author Archives: Metal Skunk

Avere vent’anni: GRAVE DIGGER – Excalibur

Trainspotting: Me lo ricordavo molto peggio, Excalibur. Penso sia stato il primo album dei Grave Digger che comprai, affascinato dalle recensioni positive. L’ho anche dovuto ricomprare, perché me lo rubarono. Lo ricomprai più per il mio dannato senso di completismo che per effettiva affezione verso di esso, dato che l’ho più o meno sempre considerato un dischettino con qualche episodio

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Avere vent’anni: TRISTANIA – Beyond The Veil

Matteo Cortesi: Beyond the Veil è il disco “commerciale” dei Tristania, la pietra tombale sul gothic metal come concetto, la perdita dell’innocenza messa in musica. Tanto spontaneo e miracolosamente naturale il precedente Widow’s Weeds (in assoluto il migliore disco gothic metal di sempre e per sempre), capace da solo di definire un genere, un suono, un luogo della mente in

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Avere vent’anni: DARK TRANQUILLITY – Projector

Marco Belardi: Quando uscì Projector eravamo tutti impegnati a studiare, annotare e successivamente smerdare il nome dei gruppi che ritenevamo si fossero in qualche modo sputtanati. Non era una questione puramente mainstream bensì un fenomeno a 360° capace di inglobare superstar come i Metallica e nomi più di nicchia come i comunque celebrati Paradise Lost. Quelli di One Second e Host, naturalmente. Con i

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Avere vent’anni: KATATONIA – Tonight’s Decision

Edoardo Giardina: Se il passaggio dalle sonorità di Brave Murder Day a quelle di Discouraged Ones fu repentino e inaspettato, Tonight’s Decision è invece un tassello che col senno di poi si incastra alla perfezione nel posticino che è andato ad occupare nella discografia dei Katatonia. Mantiene infatti la vena e l’ispirazione gotica del suo predecessore, ma ne modifica l’impalcatura

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