Author Archives: Cesare Carrozzi

WOLF – Feeding the Machine

Molti di voi si ricorderanno degli svedesi Wolf per l’agghiacciante copertina del primo album omonimo, una roba allucinante ed indecente che, giustamente, marchierà d’infamia il resto della vita artistica del gruppo, proseguita poi per alti e bassi. Io stesso ammetto di non averli sempre seguiti con costanza: l’ultimo album che mi piacque davvero dei Wolf è stato The Black Flame

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Avere vent’anni: SPIRITUAL BEGGARS – Ad Astra

Quando Jeff Loomis entrò negli Arch Enemy verso la fine del 2014 alcuni pensarono, me compreso, che fosse uno spreco di talento enorme, non solo per le capacità di Loomis ma soprattutto per la condizione degli Arch Enemy, un gruppo di cartone morto da almeno vent’anni di cui salvo, post-Burning Bridges del 1999, giusto qualcosa dal successivo Wages of Sin,

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TIMO TOLKKI come Majin Bu: “Dotto’ dotto’ ho la diarrea, posso fare il bagno?”

Probabilmente il povero medico messicano che ieri si è trovato a dover visitare Timo Tolkki affetto da una, purtroppo non letale, cacarella a spruzzo, si sarà sentito chiedere qualcosa del genere, magari in quel traballante inglese che il panzone alcolizzato più paparazzato del momento (FUCKING PAPARAZZIS) sfoggia quotidianamente su Facebook con la grazia che lo caratterizza. Fedele al giuramento di

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Avere vent’anni: CHRIS IMPELLITTERI – Crunch

Partiamo da un presupposto inequivocabile ed imprescindibile: Crunch ha uno dei migliori suoni di chitarra ritmica mai registrati in ambito metal. Non scrivo proprio il migliore perché ovviamente dipende da un sacco di fattori (non ultimo il fatto che la gente spesso sente la merda e gli piace pure, quindi andatevene affanculo in anticipo se non siete d’accordo), ma comunque

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L’alternativa alla briscola al bar: RAGE – Wings of Rage

Essendo nato vecchio, come a volte mi hanno apostrofato certe brutte persone, uno dei crucci che ho sempre avuto riguardo l’intraprendere il mestiere di musicista è stato quello del progressivo ed inarrestabile avanzare dell’età anagrafica (oltre alla possibilità di entrate con almeno una parvenza, pure lontana, di stabilità), dubbi conclusisi con la ragionevole certezza che, se già sei poco convinto,

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