Author Archives: trainspotting

Jugulator, il canto del cigno dell’heavy metal

Jugulator è la dimostrazione definitiva di quanto i Judas Priest fossero un gruppo sovrannaturale. Painkiller era uscito da 7 anni, un’era geologica in cui musicalmente era successo di tutto: il grunge era nato, vissuto e morto, costringendo moltissimi vecchi gruppi a cambiare suono per sopravvivere; era esploso il nu metal, che prometteva dover cambiare il metal per sempre; band come

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Avere vent’anni: IN FLAMES – Whoracle

Se The Jester Race è il disco senza dubbio più significativo e rappresentativo dell’importanza storica degli In Flames, è Whoracle quello che preferisco. Le motivazioni sono le solite: è stato il primo che ho ascoltato, l’ho letteralmente consumato nel walkman nei miei anni liceali, e conosco a memoria ogni sua nota. Non che non abbia una sua dignità autonoma rispetto

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Avere vent’anni: KAMPFAR – Mellom Skogkledde Aaser

Penso che Mellom Skogkledde Aaser sia il primo disco black metal che abbia mai ascoltato in vita mia. O questo o In The Nightside Eclipse, i ricordi si fanno vaghi. La mia lunga strada per l’inferno è comunque partita da Emperor e Kampfar, e una cosa la ricordo benissimo: dapprincipio non mi piacque per niente questa roba incomprensibile e registrata

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Avere vent’anni: ROTTING CHRIST – A Dead Poem

Sulla carta A Dead Poem sarebbe dovuto essere un disco quantomeno deprecabile. Messe da parte le origini black metal, eliminata quella sensibilità morbosa e lovecraftiana che è – e sarebbe ritornata presto ad essere – la loro caratteristica più riconoscibile, accodatisi al suono goticheggiante in quel momento tanto in voga, quasi qualsiasi altro gruppo sarebbe andato incontro ad una disfatta

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